Atlantropa, il colossale progetto del 1927 per unire Europa e Africa, isolando il Mediterraneo con enormi dighe

Il progetto Atlantropa era il frutto della mente di Herman Sörgel e prevedeva il parziale prosciugamento del Mediterraneo e la creazione di un supercontinente euroafricano

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Negli anni ’20, un architetto tedesco iniziò a sostenere un folle progetto per il Mediterraneo, che era stato preso in considerazione da capi di stato e persino dalle Nazioni Unite. Il progetto Atlantropa era il frutto della mente di Herman Sörgel e prevedeva il parziale prosciugamento del Mediterraneo e la creazione di un supercontinente euroafricano. Sörgel, che promosse instancabilmente il suo progetto fino alla sua morte nel 1952, era convinto che una nuova guerra mondiale avrebbe potuto essere evitata solo se fosse stata trovata una soluzione radicale ai problemi europei di disoccupazione, sovrappopolamento e imminente crisi energetica. Con la sua esperienza della I Guerra Mondiale e le agitazioni politiche degli anni ’20 ma soprattutto con la sua poca fiducia nella politica, Sörgel si affidò alla tecnologia.

Dighe nello Stretto di Gibilterra, nello Stretto dei Dardanelli e tra la Sicilia e la Tunisia, ognuna contenente gigantesche centrali idroelettriche, avrebbero formato la base per il nuovo supercontinente. Alla fine, il Mediterraneo sarebbe stato convertito in due bacini, con la parte occidentale abbassata di 100 metri e quella orientale di 200 metri e un totale di 660.200km² di nuova terra sottratta al mare (un’area più grande della Francia). I piani per Atlantropa includevano anche due dighe sul fiume Congo e la creazione di un Mare del Congo e del Chad, che Sörgel sperava avesse una moderata influenza sul clima africano, rendendolo più piacevole per gli europei. In linea con le attitudini coloniali e razziste dell’epoca, Sörgel immaginava l’Africa e le sue risorse completamente a disposizione dell’Europa, un continente con abbastanza spazio da ospitare gli europei.

Anche se oggi la proposta di Sörgel potrebbe suonare assurda, era stata presa seriamente in considerazione da architetti, ingegneri, politici e giornalisti dell’epoca. L’ampio archivio di Atlantropa nel Deutsche Museum a Monaco mostra i dettagli di progetti di nuove città, delle dighe e dei ponti del futuro continente, così come lettere di sostegno e centinaia di articoli sul progetto.

Ciò che rendeva Atlantropa così attraente era la sua visione di pace mondiale raggiunta non attraverso la politica e la diplomazia ma con una soluzione tecnologica. Atlantropa sarebbe stata tenuta insieme da un’estesa rete energetica, che avrebbe fornito elettricità a tutta l’Europa e a tutta l’Africa. Il gigantesco impianto idroelettrico a Gibilterra sarebbe stato supervisionato da un corpo indipendente che avrebbe avuto il potere di disattivare la fornitura di energia a qualsiasi Paese che avesse rappresentato una minaccia per la pace. Inoltre, Sörgel aveva calcolato che la costruzione del supercontinente avrebbe richiesto l’investimento di così tanti soldi e così tanti uomini che nessun Paese avrebbe avuto risorse sufficienti per finanziare una guerra.

Fidandosi della popolazione europea e del suo desiderio di pace, Sörgel dedicò una grande parte del suo lavoro alla promozione del progetto attraverso la stampa, programmi radio, film, talk, mostre, sperando che il supporto popolare lo avrebbe aiutato ad ottenere il sostegno dei politici. Sorprendentemente, agli occhi dei suoi contemporanei, la collaborazione tra nazioni richiesta per il progetto è sempre apparsa più utopica delle vaste dimensioni tecnologiche di Atlantropa.