Cambiamenti climatici, l’adattamento è molto più vantaggioso della mitigazione: mortalità dagli eventi meteo estremi in calo del 99% rispetto allo scorso secolo

Un’umanità più ricca sta facendo sempre meglio nell’affrontare i cambiamenti climatici: ecco perché l'adattamento è più vantaggioso della mitigazione

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Il mondo dovrebbe concentrarsi di più sull’adattamento climatico e molto meno sulla mitigazione. È questa la conclusione della global Climate Intelligence Foundation (CLINTEL), dopo un summit internazionale sul clima svoltosi nei Paesi Bassi a fine gennaio. L’adattamento ha già ampiamente dimostrato il suo valore, mentre la mitigazione si è dimostrata inefficiente e costosa, si legge nel comunicato stampa di CLINTEL. Non c’erano posti migliori per tenere una conferenza globale online sull’adattamento climatico, considerando che nel campo della protezione dall’acqua, i Paesi Bassi meritano il titolo di “campione del mondo nell’adattamento”.

CLINTEL è stata una forte sostenitrice dell’adattamento climatico fin dal suo inizio nel 2019. Troppo spesso e per troppo tempo, l’adattamento è stato un “figlio trascurato”. “Molte vite sono state salvate in modo dimostrabile con l’adattamento, mentre non si può dire lo stesso per la mitigazione (riduzione della CO?)”, sostiene la fondazione.

Dopo il summit, CLINTEL trova incomprensibile che tutte le buone notizie che l’adattamento climatico ha portato nel corso dell’ultimo secolo siano rimaste ampiamente sottoesposte. L’adattamento è presentato come l’ultima risorsa che purtroppo deve essere impiegata perché probabilmente gli obiettivi degli Accordi di Parigi (mantenere il mondo sotto i 2°C o preferibilmente persino sotto 1,5°C di riscaldamento) non saranno raggiunti. CLINTEL definisce questa una grande ingiustizia per il ruolo dell’adattamento. Dopo tutto, l’adattamento ha già assicurato spettacolari progressi nello scorso secolo. Perché non è menzionato?

Grazie a due grafici, CLINTEL dimostra quanto è già stato raggiunto, principalmente grazie alla prosperità e all’adattamento e che non ci sono assolutamente prove di una imminente crisi climatica, come CLINTEL ha dichiarato nella sua World Climate Declaration. Secondo CLINTEL, il messaggio che emerge da questi grafici è che l’uomo è sempre più in grado di far fronte agli estremi. Non c’è motivo di ipotizzare che questo sviluppo positivo si trasformi in uno negativo domani. Perché stiamo nascondendo questa evidenza sotto il tappeto?

Meno vittime

Fonte: Lomborg, Bjorn, (2020), Welfare in the 21st century: Increasing development, reducing inequality, the impact of climate change, and the cost of climate policies, Technological Forecasting and Social Change, 156, issue C, number S0040162520304157

Il grafico a lato mostra lo spettacolare declino nel numero di vittime nel mondo dovuto agli eventi meteorologici estremi come caldo, freddo, alluvioni, siccità, uragani e incendi. Un secolo fa, quando la popolazione globale era di 2 miliardi, ogni anno morivano in media 500.000 persone a causa di disastri legati al meteo. Lo scorso anno, in simili disastri sono morte “solo” 8.200 persone, mentre la popolazione globale è ora di 7,6 miliardi. Questo è un calo assoluto del 98% e un calo relativo di oltre il 99%.

Naturalmente possiamo fare ancora meglio, ma dovremmo essere orgogliosi e aperti su questo andamento, che è ampiamente il risultato di miglioramenti tecnologici e maggiore ricchezza. Più i Paesi diventano ricchi, meglio possono proteggere i loro cittadini contro gli estremi meteorologici. Ma da notare che l’enorme miglioramento nello scorso secolo si è verificato anche nei Paesi più poveri del mondo.

Meno danni

Fonte: Roger Pielke Jr

Il secondo grafico (a lato) mostra le perdite globali relative ai fenomeni meteo come percentuale del PIL globale. Il costo a causa dei disastri, come percentuale del Pil globale, si è ridotto; un risultato notevole se si pensa a quanto spesso si dica che c’è un costo crescente a causa di questi eventi. Questo calo è avvenuto in un periodo durante il quale le emissioni di CO? sono cresciute più velocemente che mai, indipendentemente dalle 25 conferenze internazionali sul clima che sono avvenute, in cui si è tentato di limitare le emissioni.

La storia che raccontano questi due grafici non ci dice che i cambiamenti climatici non stanno avvenendo o che sono irrilevanti, ma che un’umanità più ricca sta facendo sempre meglio nell’affrontare questi cambiamenti. Quindi, è l’adattamento!

Adattamento VS. mitigazione

In un report del 2019, la Global Commission on Adaptation ha dichiarato che “un dollaro investito nell’adattamento produce circa 4 dollari in benefici”. In altre parole: l’adattamento produce prosperità. Tuttavia, la Commissione dimentica di menzionare che la mitigazione ottiene risultati molto peggiori. In un recente studio, l’economista ambientale danese Bjorn Lomborg stima che un dollaro destinato agli Accordi di Parigi sul Clima (mitigazione) produce solo 11 centesimi in benefici. In altre parole: la mitigazione produce povertà.

Il messaggio dei leader mondiali sull’adattamento è sbagliato e fuorviante. Il messaggio al mondo di CLINTEL è: “Aumentare gli investimenti nell’adattamento, smettere di versare soldi nella mitigazione”. In altre parole: “Abbandonare gli obiettivi degli Accordi di Parigi”.