Citomegalovirus, cos’è e come si manifesta la malattia causata dal virus che ha colpito Alvaro Morata

L’infezione da Citomegalovirus si contrae generalmente durante l’infanzia o l’adolescenza e più raramente in età adulta: ma cosa può causare?

Alvaro Morata, attaccante della Juventus, è ormai da giorni ‘fuori dai giochi’ a causa di una malattia dovuta al Citomegalovirus. Si tratta di un malessere che lo spagnolo si portava dietro da un po’ di tempo. La malattia in questione solitamente non presenta sintomi, ma nel suo caso così non è stato, evidentemente perché le difese immunitarie non erano al meglio.

Come ha spiegato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e membro del Cts lombardo, “si tratta di un virus molto diffuso, che nella maggior parte dei casi nei soggetti immunocompetenti non dà sintomi, ma che inquieta soprattutto nei casi di trasmissione verticale, da madre a figlio, attraverso la gravidanza. Normalmente non provoca alcunché e ha generalmente un decorso benigno. I sintomi si possono presentare, oltre che nel nascituro a rischio, nei pazienti immunocompromessi, come per esempio le persone sieropositive. In questi casi si possono avere infezioni a livello dell’occhio, come le corioretiniti, o a livello dell’esofago, o ancora del fegato come le epatiti, e nei casi peggiori encefaliti e polmoniti. Ma di solito queste manifestazioni si hanno in pazienti davvero immunocompromessi”.

Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Proprio come nel caso del coronavirus Sars-CoV-2, sono molti gli adulti immunocompetenti positivi al virus ma che non presentano sintomi oppure presentano, come potrebbe essere il caso di Morata, sintomi più o meno variegati e non molto rilevanti – chiarisce Pregliasco –. Accade un po’ ciò che accade con la mononucleosi, scatenata da un altro virus ma dal comportamento analogo. In un caso come quello di Morata escluderei forme pesanti. Per quanto riguarda la durata, potrebbe essere di alcune settimane, proprio come la mononucleosi”.

Cos’è il Citomegalovirus

Il Citomegalovirus (CMV) – come si legge sul portale Epicentro dell’Istituto Superiore della Sanità – è un virus appartenente alla famiglia degli Herpesvirus, estremamente diffuso a livello globale. Una volta contratto, il CMV rimane latente all’interno dell’organismo per tutta la vita, ma può riattivarsi in caso di indebolimento del sistema immunitario. Una persona può essere anche nuovamente infettata da un diverso ceppo del virus.

Si stima che nel corso dell’esistenza dal 40 all’80% della popolazione nei Paesi industrializzati e la quasi totalità della popolazione nei Paesi in via di sviluppo, vada incontro a un’infezione da CMV, che di norma evolve senza sintomi e si traduce in una infezione latente. In Italia circa il 70-80% della popolazione adulta risulta positiva agli anticorpi anti-CMV.

Un buon sistema immunitario è in grado di tenere sotto controllo l’infezione, ma negli individui immunodepressi (con difetti del sistema immunitario, sottoposti a chemioterapia per un tumore, affetti da Hiv o che hanno ricevuto un trapianto d’organo o di midollo) e nei bambini al di sotto dei due anni si possono verificare gravi complicanze, in particolare a occhi, polmoni, fegato, esofago, stomaco, intestino e sistema nervoso centrale.

L’aspetto più importante legato al CMV, è rappresentato dalle infezioni congenite. Un’infezione contratta durante la gravidanza e trasmessa al feto può, infatti, arrecare al bambino danni permanenti anche gravi.

Trasmissione

L’infezione da CMV può essere il risultato di un’infezione primaria o non primaria (riattivazione e reinfezione). L’uomo è l’unico serbatoio di infezione del CMV, la cui trasmissione avviene da persona a persona tramite i fluidi del corpo, quali sangue, saliva, urina, lacrime, liquido seminale, secrezione vaginale e latte, e proprio per questo si trasmette facilmente nell’ambiente domestico e nelle comunità scolastiche. Il contagio può avvenire per contatto da persona a persona prevalentemente tramite l’inalazione o l’ingestione di goccioline di saliva o di muco, più raramente mediante il contatto con l’urina (nei bambini). Non si può escludere la trasmissione per via sessuale anche se la maggior parte degli adulti ha già acquisito l’infezione. Infine, il CMV può essere trasmesso attraverso trasfusioni di sangue o emoderivati e con trapianti di midollo o di organi e dalla madre al figlio durante la gravidanza (infezione prenatale) o il parto (infezione perinatale) o l’allattamento (infezione postnatale). Il virus può essere eliminato dall’organismo infetto anche per mesi o anni dopo la prima infezione, specialmente nei bambini piccoli.

Sintomi

L’infezione da CMV si contrae generalmente durante l’infanzia o l’adolescenza e più raramente in età adulta. La maggior parte degli individui sani, adulti o bambini, non manifesta sintomi e non si accorge dell’infezione. Nei casi in cui compaiano febbre, malessere e ingrossamento dei linfonodi, l’infezione può essere confusa con l’influenza o la mononucleosi infettiva e difficilmente vengono effettuati gli esami di laboratorio per accertarla. Le infezioni da CMV che si sviluppano nei soggetti immunocompromessi possono riguardare tutti gli organi e, in particolare, possono provocare polmonite, retinite con alterazione della vista, ed encefalite.
(Fonte informazioni scientifiche: www.epicentro.iss.it)