Impianti sciistici chiusi, ma alcuni operatori non ci stanno: la Piana di Vigezzo non si ferma e riapre

Prenotazioni da annullare e anticipi da rimborsare: gli operatori degli impianti sciistici sono caduti nello sconforto, ma qualcuno non ci sta e riapre comunque

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Lo stop del governo all’apertura degli impianti sciistici è arrivato a poche ore rispetto a quando, secondo le precedenti disposizioni, proprio gli stessi impianti avrebbero dovuto riaprire. Prenotazioni già fatte e tutto organizzato, dunque, ma ieri è arrivato il veto del Ministro Speranza che ha gettato nello sconforto tutti gli operatori del settore, costretti ora a rimborsare i clienti che avevano già prenotato dando anticipo e dovendo praticamente dire addio a tutta la stagione, visto che l’apertura è prevista non prima di marzo. Ma alcuni hanno deciso di non fermarsi, mettendo in piedi veri e propri atti di disobbedienza civile, come è accaduto in Piemonte, nella Piana di Vigezzo, a 1.720 metri nel Comune di Craveggia (Vco), nell’omonima valle Vigezzo, in alta Ossola. Nonostante la decisione del ministro Speranza, i gestori della stazione sciistica hanno deciso di aprire gli impianti. “Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l’apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. E così lo abbiamo fatto“, dice Luca Mantovani, uno dei titolari della società che gestisce gli impianti nella valle piemontese a ridosso del Canton Ticino.