L’idea è di quelle destinate a fare storia: una crociera intorno al mondo per mappare il microbioma degli oceani. A percorrerla sarà la goletta Tara, della Tara Foundation, organizzazione no profit francese che ha al suo attivo altre 11 crociere di ricerca oceanografica, in collaborazione con 200 scienziati, appartenenti a 44 organizzazioni scientifiche di 14 differenti Paesi, lungo 20 tappe dal Brasile alle Galapagos nell’ambito della spedizione Mission Microbiomes. Tra queste anche la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli che co-dirige la missione. Espressione dell’intera vita unicellulare degli Oceani, il microbioma è fondamentale per il benessere del pianeta, sebbene buona pare del suo funzionamento sia ancora sconosciuto. Il microbioma è l’insieme degli organismi unicellulari che vivono sospesi nelle acque degli oceani: dalle microalghe, che sono delle vere e proprie piante in miniatura, ai batteri con le loro molteplici attività chimiche, fino agli organismi unicellulari veri e propri predatori di altri organismi cellulari.
Svolge un ruolo essenziale nella produzione dell’ossigeno che respiriamo, cattura l’anidride carbonica, e’ il primo anello dell’intera catena alimentare dei mari, e’ il mattone principale dell’intero ecosistema marino. Si sa che il microbioma svolge un ruolo fondamentale nei meccanismi climatici e che come una immensa foresta subacquea cattura, attraverso la fotosintesi di microalghe e cianobatteri, l’anidride carbonica disciolta nell’acqua di mare, si sa molto della sua composizione, ma si ancora molto poco dei suoi processi di funzionamento. Scoprirli significherebbe fare luce non solo sul benessere dei mari ma sulla salute di tutto il pianeta. A svelare i segreti del mondo invisibile degli oceani saranno i 200 scienziati coinvolti nella spedizione “Tara – Mission Microbiomes“.
La spedizione si svolgera’ nel contesto della United Nations Decade of Ocean Sciences for Sustainable Development. Co-diretta da Daniele Iudicone (Primo ricercatore al Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine, coordinatore del progetto AtlantECO e co-direttore della spedizione Tara Mission Microbiomes) della Stazione Zoologica Anton Dohrn, insieme a Colomban de Vargas (direttore di ricerca, direttore del Tara Oceans Research Federation – GO-SEE, e co-direttore della spedizione Tara Mission Microbiomes) e Chris Bowler (Direttore scientifico del Tara Oceans Consortium, directtore del Tara Ocean Foundation’s scientific committee, direttore di ricerca e co-direttore della spedizione Tara Mission Microbiomes) del CNRS francese e a Romain Trouble’ (Executive Director) della Tara Ocean Foundation, la spedizione “Tara – Mission Microbiomes” e’ la spedizione flagship (principale) di AtlantECO, promosso dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Quadro Horizon 2020 per un valore di 11 milioni di euro. Iniziato lo scorso settembre, il progetto valutera’ lo stato di salute dell’Oceano Atlantico per prevederne la risposta ai cambiamenti climatici. La spedizione durera’ 2 anni e coinvolge 44 organizzazioni scientifiche di 14 paesi tra Europa, Cile, Brasile e Sud Africa. Con 20 tappe e 70 mila chilometri in totale: un’impresa scientifica di larga scala in cui 200 scienziati uniranno le loro forze per studiare l’Atlantico dall’Equatore all’Antartide per determinare la struttura e la funzione del microbioma, verificare la presenza e l’impatto di inquinanti quali le microplastiche, valutare il suo ruolo di “sensore” dello stato dell’ecosistema marino e, con esso, dell’intero pianeta.
“Lo stato di salute del microbioma e la sua distribuzione negli oceani – spiega Daniele Iudicone, anche coordinatore del progetto AtlantECO – influenzano l’intero ecosistema oceanico e, quindi, i servizi alla societa’, per esempio le risorse per l’uomo fornite dalla pesca e aquacultura, e anche il clima del nostro pianeta. Infatti – continua lo scienziato della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli – esattamente come il microbioma umano, ovvero i miliardi di microrganismi che vivono nel nostro intestino, e’ essenziale per la nostra salute ed influisce sulla nostra digestione e sulla nostra resistenza agli agenti patogeni, lo stesso e’ per l’oceano: il suo microbioma e’ assolutamente cruciale”.
“Tuttavia, mentre il microbioma umano e’ ben studiato, le funzioni di oltre il 50% dei geni microbici presenti nell’oceano devono ancora essere scoperte” aggiunge Colomban de Vargas. Salpata lo scorso 12 dicembre dal porto di Lorient, in Francia, la goletta Tara della Tara Ocean Foundation e’ un vero e proprio laboratorio galleggiante. Le prime tappe della missione, dopo aver attraversato l’Atlantico, saranno le coste sudamericane, ripercorrendo in gran parte l’itinerario della celebre spedizione che il giovane Charles Darwin compi’ a bordo della goletta Beagle dal 1831 al 1836, esperienza che, come e’ noto, fu decisiva per l’elaborazione della teoria dell’evoluzione delle specie per selezione naturale. “Esiste una sovrapposizione quasi completa con il percorso Beagle attorno al Sud America, dal Brasile alle Galapagos. Proprio in quella parte del viaggio – chiarisce Iudicone – la biogeografia degli organismi terrestri e i relativi resti fossili lo convinsero che la diversita’ evolvesse nel tempo. Anche noi andremo a studiare la biogeografia (del microbioma oceanico) non tanto per descriverla ma per capire i processi che la determinano”.



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