“Ho rubato questo reperto a Pompei 50 anni fa, me ne vergogno”: restituisce il prezioso oggetto dopo mezzo secolo

Lo ha rubato mezzo secolo fa e non si capisce come abbia fatto, ma oggi ha deciso di restituirlo a Pompei: "Me ne vergogno"

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Accade spesso. L’ultima volta era successo lo scorso 10 ottobre, quando una turista americana affetta da tumore aveva restituito a Pompei un reperto rubato anni fa, che secondo lei le aveva portato sfortuna, facendola addirittura ammalare. Ora è accaduto di nuovo. “Cinquanta anni fa ho asportato da un edificio questo frammento. Me ne vergogno e lo restituisco al proprietario. Scusate“. Con queste parole scritto su un bigliettino un cittadino, che è rimasto anonimo, ha restituito alla Sovrintendenza archeologica di Pompei un frammento di antesissa, che ritrae il volto di una donna in terracotta e che in genere rappresenta una parte sporgente decorativa dei tetti delle domus antiche. Il reperto è stato fotografato insieme al biglietto di scuse e la foto è stata pubblicata su Instagram dal direttore generale ad interim della Soprintendenza, Massimo Osanna. “A volte ritornano. Per posta, quasi settimanalmente“, ha dichiarato Osanna facendo riferimento al fatto che sono molti ladri improvvisati che si pentono di aver trafugato tesori antichi e li restituiscono. Meglio tardi che mai, potremmo dire.

Il frammento di antesissa è circa dieci centimetri, ma è davvero prezioso e soprattutto bello. Si tratta di un decoro raro, un oggetto datato 79 dopo Cristo. Non si sa come abbia fatto il trafugatore a portarlo via 50 anni fa, anche se mezzo secolo fa non si dava al sito archeologico di Pompei l’importanza di ora e dunque la custodia dei luoghi e dei reperti era alquanto superficiale. Oggi negli Scavi di Pompei sono presenti 400 telecamere di videosorveglianza, oltre ai custodi che sorvegliano i turisti. Anche gli stessi visitatori, in verità, sono più responsabili e rispettosi del valore della città antica, divenuta da tempo patrimonio dell’umanità.