SARS-CoV-2, le indicazioni del Cts: “Scuole chiuse in zona rossa o dove c’è alta incidenza, modulazione delle misure non sono su base regionale”

Didattica a distanza nelle scuole di ogni ordine e grado nelle regioni, province e comuni in zona rossa, nelle zone ad alta incidenza: le indicazioni del Cts

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Didattica a distanza nelle scuole di ogni ordine e grado, e quindi scuole chiuse, nelle regioni, province e comuni in zona rossa, nelle zone ad alta incidenza (250 casi ogni 100mila abitanti in sette giorni) e in tutte le aree dove sono state adottate misure stringenti di isolamento “in ragione della circolazione di varianti virali con alto rischio di diffusività“. È questa l’indicazione contenuta nel verbale che il Cts ha stilato al termine delle due riunioni che si sono tenute, ieri sera e questa mattina, per rispondere al quesito posto dai governatori sull’impatto della scuola sulla curva alla luce della circolazione delle varianti. Le indicazioni potrebbero essere inserite come nuove misure di contenimento nel prossimo Dpcm.

Protocolli invariati nelle aree arancioni e gialle con la didattica in presenza al 50% nelle scuole superiori, con la possibilità di prevedere però restrizioni ulteriori, prescindendo dal colore, quando viene superata una determinata soglia di incidenza. Nelle zone arancioni, il Cts sottolinea l’importanza “di garantire quanto più possibile l’attività didattica in presenza“. Gli esperti suggeriscono una modulazione delle misure, differenziando tra Comune o Provincia in base all’andamento della curva dei contagi su base territoriale e non più a livello regionale.  Secondo ambienti del Cts, ci sarebbe “un impatto dei nuovi contagi nelle scuole, ma differenziato. Per questo sarebbe auspicabile una modulazione delle misure a seconda delle zone, variabile in base a Comuni o Province e non soltanto su base regionale”.