SARS-CoV-2, la virologa Capua: “Sapevamo dal 2010 che sarebbe arrivato, molti come me lo avevano anticipato”

La virologa Ilaria Capua: "Imparate a conoscere i virus, per non temerli bisogna studiarli. I virus ci parlano e ci dicono: noi ci siamo da sempre"

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Il mio amico Eligio ha compiuto da pochissimo 93 anni. E si è fatto sei pandemie. Ha preso la coda dell’influenza spagnola, ha passato l’asiatica, l’influenza di Hong Kong, la russa, la suina e il Covid-19″, “è per questo che ai ragazzi dico: imparate a conoscere i virus, per non temerli bisogna studiarli. I virus ci parlano e ci dicono: noi ci siamo da sempre. Lo sapeva che in questo momento c’è un nuovo focolaio di Ebola in Congo?“: lo ha affermato la Ilaria Capua, direttore del Centro di eccellenza One Health presso l’Università della Florida, in una intervista al Corriere Innovazione.
La virologa spiega poi che al Covid-19 “bisogna dargli un po’ di tempo, continuerà a circolare, ma sottotraccia. Più che la mascherina spero che dopo, una volta sconfitto il virus, erediteremo altri comportamenti. Si ricorda quando si stava male e si andava a lavorare lo stesso magari sentendosi degli eroi? Adesso è meglio stare a casa e lo abbiamo capito“, “mi auguro che atteggiamenti come lavarsi le mani più spesso ce li porteremo nel futuro, così come spero che si comincerà a capire che il pianeta Terra è un sistema chiuso. È come il vaso di Pandora: quando è stato aperto fa uscire gli agenti cattivi. I virus sono in movimento. Ci dobbiamo convivere. Lo stesso morbillo è figlio del virus della peste bovina“, “siamo un ecosistema. Lo sa che la quota più grande di materiale proteico negli Oceani, più dei pesci e delle alghe, è materiale virale, anche se al 99,9 per cento non fa nulla?“. “Nel 2010 nei primi 30 secondi di un Ted lo dicevo che sarebbe arrivato un virus dal serbatoio animale. E non ero la sola – ha aggiunto Capua -. Molti come me lo avevano anticipato e anche persone con un’audience planetaria come Bill Gates. Non eravamo preparati. Per i decision maker, i decisori politici, non era un rischio reale. C’erano altre priorità: chiunque fosse andato da un governatore secondo me si sarebbe sentito rispondere che le pandemie magari accadono, ma ci sono altre cose più importanti“.
I virus “producono delle varianti. È così che funziona. A me dispiace che voi ci siete rimasti male. Scioccati! Siamo così scioccati che ancora non ci riprendiamo. Il virus ci tratta da animali e noi non ci eravamo abituati perché pensavamo di essere diventati Homo Deus. E invece il virus segue la sua strada, fa il suo giro di giostra, cerca il suo animale che in quel momento è più adatto a portarlo in giro“.
In merito ai vaccini la virologa ricorda: “Edward Jenner fece un doppio salto nel vuoto: il primo fu collegare le donne che mungevano e le loro lesioni alle mani con il fatto che non si ammalassero di vaiolo. Ma il secondo tuffo carpiato fu prendere quel materiale purulento e usarlo per vaccinare i bebè nel 1802… pensiamo adesso chi lo farebbe“.
Come scrive nel suo libro, le armi della scienza ci proteggono dal virus più pericoloso di tutti: quello dell’ignoranza: “È così,” ha concluso Capua.