I pazienti affetti da Sars-Cov2 potrebbero avere una probabilità almeno tre volte superiori di sperimentare complicazioni legate all’infezione in presenza di malattie gengivali pregresse. E’ quanto emerso da uno studio, pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology, condotto dai ricercatori della Federazione Europea di Parodontologia (EFP) e dell’Universita’ Complutense di Madrid, che hanno valutato la correlazione tra presenza di malattie gengivali, come la parodontite, e la possibilita’ di condizioni avverse legate al nuovo coronavirus. “Secondo i nostri risultati – riporta Lior Shapira, presidente eletto dell’EFP – i pazienti positivi all’infezione che avevano malattie gengivali avevano 3,5 volte piu’ probabilita’ di essere ricoverati nei reparti di terapia intensiva, 4,5 volte piu’ possibilita’ di necessitare di ventilazione meccanica, mentre il tasso di morte in questi casi era circa nove volte piu’ elevato“. Il team ha coinvolto 568 pazienti Covid-19, di cui sono stati valutati marcatori del sangue, in grado di indicare il livello di infiammazione nell’organismo, in relazione alla presenza pregressa di malattie gengivali.
“Questi dati – afferma l’esperto – suggeriscono che un’infiammazione nella cavita’ orale potrebbe esacerbare e peggiorare il decorso della malattia. Tra le raccomandazioni sanitarie volte a ridurre il rischio di esiti gravi di Covid-19 bisognerebbe aggiungere la cura del cavo orale”. Quaranta pazienti nell’ambito dello studio hanno sperimentato gravi complicazioni, tra cui ricovero nelle unita’ di terapia intensiva, necessita’ di ventilazione o decesso. Il gruppo di ricerca ha raccolto informazioni sulla presenza pregressa di malattie gengivali e altri fattori precedentemente identificati come possibili indici di complicazione, come l’indice di massa corporea, l’abitudine del fumo, l’asma, la presenza di malattie cardiache, diabete e ipertensione. “Abbiamo ottenuto anche dati sui livelli ematici di sostanze correlate all’infiammazione nell’organismo – aggiunge lo scienziato -. La probabilita’ di complicazioni nei pazienti con malattie gengivali erano molto piu’ elevate rispetto ai soggetti oralmente sani”.
L’autore ha spiegato che, nel caso in cui venga stabilito un nesso causale tra parodontite e aumento dei tassi di esiti avversi nei pazienti Covid-19, il personale sanitario dovrà includere l’indagine sulla salute orale dei soggetti positivi. “I batteri della parodontite – precisa Mariano Sanz dell’Universita’ Complutense di Madrid, coautore dell’articolo – possono essere inalati e infettare i polmoni, il che potrebbe contribuire al deterioramento delle condizioni associate al nuovo coronavirus e aumentare il rischio di decesso”. “Questo studio – conclude Shapira – supporta le precedenti ipotesi di correlazione tra parodontite e malattie polmonari e ribadisce la necessita’ di cure odontoiatriche continue, specialmente per i soggetti piu’ fragili e vulnerabili”.


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