Spazio, occhi puntati su Marte: Tianwen-1 ha eseguito con successo un’altra manovra orbitale

La sonda cinese Tianwen-1, che include un modulo orbitante, uno di atterraggio e un rover, ha raggiunto l'orbita di Marte il 10 febbraio

La sonda cinese Tianwen-1 ha eseguito oggi un’altra manovra orbitale attorno a Marte: lo ha reso noto la China National Space Administration (CNSA). Il motore 3000N è stato acceso alle 17 ora di Pechino per garantire che la traiettoria della sonda oltrepassi i poli del Pianeta Rosso. Il periapside – il punto dell’orbita più vicino a Marte – è stato regolato a 265 km.
La sonda eseguirà numerose altre operazioni di aggiustamento per entrare nella c.d. “orbita di parcheggio”.
La sonda cinese, che include un modulo orbitante, uno di atterraggio e un rover, ha raggiunto l’orbita del Pianeta Rosso il 10 febbraio dopo un viaggio di quasi 7 mesi: il modulo di atterraggio che trasporta il rover dovrebbe scendere sulla superficie a maggio o a giugno, precisamente in una regione relativamente pianeggiante, situata nella zona meridionale dell’Utopia Planitia. Dopo “l’ammartaggio” il rover sarà rilasciato per condurre varie operazioni di esplorazione scientifica.

tianwen 1 marte cinaIl gigante asiatico ha lanciato la sonda Tianwen-1 lo scorso 23 luglio, per mezzo del razzo vettore “Long March 5 Y4” dal Wenchang Space Center nella provincia cinese dell’isola di Hainan: la prima missione esplorativa della Cina sul Pianeta Rosso ha l’obiettivo di orbitare, atterrare ed esplorare la sua superficie e ottenere dati di esplorazione scientifica.
L’orbiter avrà sia il compito di eseguire osservazioni scientifiche della superficie e dell’atmosfera per almeno un anno marziano, sia trasferire dati tra lander, rover e la base a Terra.
Il rover sarà attivo per almeno 90 giorni, e con i suoi 6 strumenti studierà la composizione del suolo marziano e la distribuzione dell’acqua sotterranea.
E’ stato il secondo lancio di un veicolo cinese diretto a Marte: il primo risale al 2011, quando la sonda Yinghuo 1 era andata persa con il fallimento della missione russa Phobos-Grunt che non riuscì a inserirsi nella posizione corretta nell’orbita terrestre, rientrata poi nel Pacifico nel gennaio 2012.