Lo spaventoso racconto di Tsitsipas, il tennista greco svela: “ecco il giorno in cui sarei dovuto morire”

Il racconto di Stefanos Tsitsipas: il campione greco di tennis svela uno spaventoso incidente accaduto in mare che gli ha cambiato la vita

La maggior parte dei campioni di sport ha alle spalle una storia davvero interessante, fatta di episodi che hanno segnato l’atleta, spingendolo a raggiungere con impegno e dedizione i suoi obiettivi e scalare le più importanti classifiche. E’ così anche per Stefanos Tsitsipas, campione greco di tennis, numero 6 al mondo del ranking mondiale: in una recente intervista alla BBC, il tennista ha raccontato un episodio che gli ha cambiato la vita, avvenuto poco più di 4 anni fa, quando era già ua promessa del tennis. Tsitsipas stava nuotando al largo della costa di Creta quando una corrente improvvisa lo ha trascinato in mare aperto: il greco pensava che non ne sarebbe uscito vivo, ma fortunatamente è stato tratto in salvo dal padre Apostolos e da quel giorno è nato un nuovo Tsitsipas, come da lui raccontato.

Il giorno in cui sarei dovuto morire”, lo chiama così Tsitsipas, quel tragico giorno.“Quello che è successo è stato il risultato di un meccanismo che tutti gli esseri umani hanno dentro, in particolare i genitori. Quando questo meccanismo si attiva magicamente, come quel giorno, avvengono i miracoli. Una condizione essenziale perché ciò avvenga è la fede incondizionata che abbiamo in ciò che facciamo e in ciò che amiamo. Ciò che è accaduto ha confermato l’amore e la fede che abbiamo l’uno per l’altro, che i sacrifici che facciamo non sono vani”, ha raccontato Apostolos.

E’ stato un miracolo, mio padre è un eroe. Nel giorno in cui sarei dovuto morire sono diventato un campione. Se fossimo morti quel giorno, l’avremmo fatto insieme. E’ stato un eroe. Quello è stato il giorno in cui ho visto la vita con una prospettiva diversa. Ora capisco meglio la vita, prendo decisioni migliori. Con mio padre funziona abbastanza bene. Abbiamo una buona chimica. A volte litighiamo ma alla fine non ci separiamo, siamo sempre qui l’uno per l’altro. È una persona molto buona, ha un buon cuore. La mia famiglia è la mia stabilità e devo molto a loro”.