Nel 1812, un fulmine colpì i depositi delle polveriere francesi nel Castello di Scilla, facendo una strage: fu una disgrazia o una strategia?

Il 12 luglio 1812, un fulmine colpì il Castello di Scilla, da qualche anno in mano ai francesi, dando origine ad una forte esplosione nel deposito delle polveriere ma ci sono ancora dubbi sulla reale causa della tragedia

Nel 1810, l’espansione dell’impero napoleonico in Europa era al suo culmine, raggiungendo anche la Calabria. Proprio in Calabria, in particolare da Scilla, nota località turistica del Reggino, si verificò un evento che non solo influenzò le sorti dell’impero francese, ma che rimane ancora avvolta nel mistero. Il 12 luglio 1812, un fulmine colpì il Castello di Scilla, da qualche anno in mano ai francesi, dando origine ad una forte esplosione nel deposito delle polveriere. A causa dell’esplosione, morirono 21 soldati del Battaglione francese del Reggimento Real Corso ed una giovane donna del luogo.

A far sorgere dei dubbi sulla reale causa dell’accaduto, vi è il fatto che un simile evento si ripeté nel gennaio del 1815, sempre al Castello di Scilla. Negli anni, gli storici hanno formulato diverse ipotesi al riguardo. Secondo una di queste, potrebbe essersi trattato di una manovra ordita da spie al servizio degli Anglo-Borbonici, che si erano infiltrate all’interno dei reggimenti francesi.

In ricordo dell’evento del 1812, fu posta una lapide nel Castello di Scilla, che riporta il timpano che ricorda il copricapo dei seguaci di Napoleone, un teschio con tibie incrociate e la data dell’evento. Sulla lapide c’è scritto: “Con permissione del Signor Tenente Generale Manhes come capo il corpo di armata delle Due Calabrie e aiutante di campo di S.M. – A.D. X 1812. Questo sasso lettor t’insegna e addita come trisulca folgore stridente il prode Capitano Bonavita e il bravo Emanuel Sottotenente. In questo forte ambo privò di vita il di 12 Luglio anno corrente commosso il Real Corso Reggimento gl’erge in memoria questo monumento”.