Il fatto che le donne nel lontano passato svolgessero ruoli e attività secondarie rispetto agli uomini potrebbe essere un luogo comune che non risponde a verità. Anzi: potrebbero addirittura aver occupato il ruolo di sovrane e ricoperto posizioni di potere nientemeno che durante l’età del bronzo. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Antiquity, condotto dagli archeologi dell’Università Autonoma di Barcellona, che hanno analizzato i resti di una sovrana sepolta in un palazzo dell’età del bronzo. “Non abbiamo modo di conoscere la reale portata del potere di questa donna – afferma Samantha Scott Reiter del Museo Nazionale di Danimarca, che non è stata coinvolta nello studio – l’idea che le donne ricoprissero un ruolo importante durante l’età del bronzo esiste da tempo, ma questi lavori contribuiscono a conferire credibilità accademico tali ipotesi finora poco accreditate”.
Il team ha analizzato una tomba scoperta nel 2014 nel sito spagnolo di La Almoloya, dove la società El Argar ha prosperato dal 2200 al 1550 a.C. “Nel sito abbiamo trovato strumenti e materiali per la tessitura – spiega Roberto Risch dell’Università Autonoma di Barcellona – per cui abbiamo dedotto che il luogo fosse una regione di potere centralizzato dedita alla tessitura“. La tomba si trovava sotto il pavimento di una grande stanza, e conteneva i resti di un uomo e una donna, che, secondo i dati della datazione al radiocarbonio, vissero intorno al 1650 a.C. “L’uomo aveva tra i 35 e i 40 anni al momento del decesso – continua l’esperto – la donna tra i 25 e i 30. Gli scheletri non mostravano ferite potenzialmente letali, per cui non abbiamo potuto dedurre il motivo del decesso. L’analisi genetica ha rivelato che i due non erano imparentati, ma avevano una figlia, sepolta nelle vicinanze, deceduta in tenera età”.
Gli archeologi hanno trovato il vaso funerario ricco di tesori, come bracciali di rame e d’argento, collane di perle, e un diadema argentato sul cranio della donna. “Il diadema, in particolare, e’ sorprendentemente simile ai gioielli trovati in altre quattro donne sepolte a circa 90 chilometri di distanza – osserva il ricercatore – in un altro sito di El Argar. Individui femminili sepolti con tutti gli onori sono stati rinvenuti in diverse zone dell’Europa, e finora si pensava che questo fosse un riconoscimento dell’importanza dei loro mariti guerrieri, ma la nostra ipotesi e’ che queste donne rivestissero ruoli di leadership economica e politica“. Gli autori sottolineano che sara’ fondamentale raccogliere ulteriori evidenze e proseguire gli studi per comprendere meglio il ruolo delle donne nell’eta’ del bronzo. “Non possiamo sapere come venissero considerati questi individui dalle loro comunita’ – commenta Mark Haughton, archeologo dell’Universita’ di Cambridge – ma credo sia importante non considerare a priori i gioielli come manifestazioni del potere maschile”. “E’ tempo che l’archeologia ripensi alle precedenti ipotesi sulle sepolture dell’epoca del bronzo – concorda Joanna Bruck dell’University College di Dublino – se accettiamo che il patriarcato non e’ inevitabile, forse possiamo immaginare un futuro migliore anche per noi stessi”.


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