AstraZeneca, Palù: “I dati ci tranquillizzano, ma per le donne che prendono la pillola è meglio evitare”

Il vaccino ha provocato su alcune donne delle trombosi, difetti di coagulazione e pillola anticoncezionale tra le possibili concause

Gli studi validativi su AstraZeneca ci tranquillizzano, ma ancor di più gli studi sul campo, con oltre 12 milioni di vaccinati nel Regno Unito e oltre 5 milioni in Europa che danno dati assolutamente rassicuranti. Gli eventi trombotici hanno un’incidenza bassa”. Lo ha detto a Porta a Porta il presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) Giorgio Palù. “Sappiamo che non solo AstraZeneca – ha aggiunto – ma anche quelli Rna possono dare infiammazioni, un’insorgenza del fenomeno di aggregazione nel sangue, ma è un evento molto raro. Il nesso al momento è solo temporale e non causale. Attendiamo l’esito definitivo ora sugli studi”. “Se avrei sospeso da scienziato la somministrazione? C’è un approccio cautelativo – ha detto Palù – quando ci sono dei morti. Essere cautelativi è sempre prudente, poi ci deve essere un tema di valutazione”.

Ad ogni modo “i vaccini sono i farmaci che hanno meno effetti collaterali, che costano meno e ne ha beneficiato l’umanità. La vita media dei primi del ‘900 e’ aumentata di oltre 25 anni e lo dobbiamo ai vaccini“, ha ribadito il presidente dell’Aifa. “Il rapporto rischi-benefici sui vaccini è nettamente a favore dei benefici, poi su Astrazeneca si può attendere naturalmente la valutazione dell’Ema. Il vaccino ha provocato su alcune donne delle trombosi, magari che hanno difetti di coagulazione, donne che prendono la pillola. Meglio che non lo facciano queste persone? Potrebbe essere così ma aspettiamo” a dirlo con certezza, ha precisato Palù.