Rabbia, disperazione, sgomento. Un gruppo di bar, ristoranti, pizzerie e locali della provincia di Vibo Valentia ha aderito ad un comitato “Zona bianca” annunciando di autoproclamarsi appunto in “zona bianca” da martedì 6 aprile. Lo hanno fatto alla luce del sole, esponendosi e firmando una lettera inviata dall’avvocato Pasquale Matera al premier Mario Draghi, al Ministro della Salute Roberto Speranza, al Presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì, al Prefetto, al Procuratore e al Questore di Vibo Valentia. I ristoratori denunciano “le gravissime perdite economiche che il proprio settore ha subito a causa delle misure restrittive adottate per il contenimento del contagio da Covid-19 e del conseguente gravissimo stato di difficoltà economica che non solo ha determinato l’impossibilità di attendere alle spese correnti e fisse di mantenimento dell’attività, ma, addirittura, ha cagionato l’indebitamento delle stesse tali da averle esposte a sfratti, pignoramenti, iscrizioni al “CRIF”, revoca di fidi bancari, fino a subire la sospensione delle utenze essenziali per morosità“.
La Calabria è entrata in zona rossa lunedì 29 marzo nonostante “non ci sia alcun elemento scientifico che giustifichi questa scelta“, secondo il primario di cardiologia dell’Ospedale reggino di Polistena, il dott. Enzo Amodeo, un luminare della medicina.
