Canale di Suez: 422 navi in attesa, non solo il forte vento ma anche “errori umani e tecnici” tra le cause dell’incidente [FOTO]

Sono 422 le navi in attesa di lasciare o attraversare il canale di Suez, liberato dopo 6 giorni dalla gigantesca portacontainer Ever Given

  • Autorità del Canale di Suez
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  • Foto di Khaled Elfiqi / Ansa
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MeteoWeb

L’enorme Ever Given, con una lunghezza di 400 metri, una larghezza di 59 metri e una stazza lorda di 224.000 tonnellate, e’ una delle navi portacontainer piu’ grandi del mondo. Dal 23 marzo al pomeriggio di oggi, 29 marzo, ha bloccato completamente il Canale di Suez, dopo aver urtato contro l’argine roccioso del Canale nei pressi della localita’ di Madiyah.

Sono 422 le navi in attesa di lasciare o attraversare il canale di Suez. I piloti “lavoreranno 24 ore su 24” ed e’ previsto che 113 navi attraversino il Canale di Suez nelle due direzioni entro le otto di domattina: lo ha detto il capo dell’Authority del Canale, Osama Rabie, in un conferenza stampa ad Ismailia. “Annuncio ufficialmente” che “la ripresa della navigazione nel canale di Suez, nelle due direzioni” e’ ripresa “dalle 18“; ha detto l’ammiraglio. “E’ la prima volta nella storia” che un cargo gigante viene rimesso in navigazione senza alleggerirlo del suo carico, ha sostenuto Rabie affermando che l’operazione “e’ durata un tempo record” mentre “sarebbe dovuta durare piu’ di tre mesi”.

Le manovre di traino per riportare in rotta la nave portacontainer Ever Given sono riprese con successo intorno alle ore 15, dopo una sospensione a causa dell’eccessiva corrente seguita al picco di alta marea (vedi foto della gallery scorrevole in alto). Questa notte intorno alle 4.30 (ora locale), la nave portacontainer battente bandiera panamense era stata disincagliata e riportata a galla dopo quasi sei giorni di lavori condotti per dragare argini e parte del fondale per consentire di liberare le eliche di poppa e in seguito la prua. La Ever Given, battente bandiera panamense, e’ arrivata nel Grande lago amaro del Canale di Suez dopo essere stata trainata con successo dai rimorchiatori. Nel Grande lago amaro avverranno nelle prossime ore le ispezioni allo scafo per verificare i danni riportati.

Rabie ha confermato che “il vento non e’ il solo responsabile” dell’incagliamento della portacontainer, il cui insabbiamento stato dovuto a “diverse ragioni“: maltempo ed “errori umani e tecnici“. La circostanza era gia’ stata evidenziata dall’ammiraglio in una conferenza stampa due giorni fa sebbene fosse stato un comunicato del portavoce della stessa Authority, George Safwat, a sostenere in un primo momento che la perdita di orientamento del cargo che portato all’incagliamento era avvenuto per “assenza di visibilita‘” causata da una “tempesta di vento” che ha colpito la zona con venti di “40 nodi“.

Secondo l’agente marittimo Gac, il transito attraverso il Canale di Suez dovrebbe tornare alla normalita’ in tre o quattro giorni, dopo che l’arretrato di navi sara’ smaltito. Le perdite del Canale di Suez per mancati pedaggi sono ammontate dai 12 ai 15 milioni di dollari, ha confermato Rabie, il quale ha sottolineato come l’incidente abbia “messo in luce l’importanza del canale”. Il Canale di Suez collega il Mediterraneo al Mar Rosso e fornisce il collegamento marittimo piu’ breve tra l’Asia e l’Europa.