Da lunedì 29 marzo, la Calabria tornerà in zona rossa, così come deciso dal Ministro della Salute Roberto Speranza. La decisione ha scatenato la rabbia dei cittadini: la misura è estrema a fronte di una situazione epidemiologica che rimane contenuta. Dubbi e perplessità riguardo questa decisione li esprime anche il dott. Enzo Amodeo, stimato cardiologo di fama internazionale, oggi primario della Cardiologia all’Ospedale di Polistena.
In un’intervista a StrettoWeb, Amodeo ha dichiarato: “Allo stato dell’arte, per chi si interessa di medicina del territorio e per chi è perfettamente a conoscenza di quelle che sono le potenzialità degli ospedali, in Calabria il tasso di occupazione delle terapie intensive è pari al 22%, mentre per poter dichiarare zona rossa una Regione è necessario che la soglia di allerta sia superiore al 30%. Il tasso di posti letto occupati nell’area medica è pari al 35%, mentre l’allerta rossa scatta al 40%. Quindi allo stato attuale la Calabria non ha una soglia di allerta per l’occupazione dei posti letto, né in area medica né in terapia intensiva. Inoltre, analizzando i dati del contagio, la Calabria ha un tasso di incidenza particolarmente basso, appena 132 nuovi casi settimanali ogni 100 mila abitanti. E’ un dato molto importante perché proporziona il livello del contagio sul territorio rapportandolo alla popolazione, ed è quindi azzeccato per capire l’andamento della pandemia. La soglia limite per entrare in zona rossa è di 250 nuovi casi settimanali ogni 100 mila abitanti, da cui la Calabria è fortunatamente molto lontana. Lo stesso ministro Speranza ieri ha annunciato il ritorno in zona arancione del Lazio, che ha infatti un’incidenza di 217 nuovi casi settimanali, inferiori alla soglia di 250 della zona rossa, ma abbondantemente superiori a quelli della Calabria. Ho elencato tutti questi dati perché servono per dare una motivazione scientifica alla non applicabilità della zona rossa in Calabria, che dovrebbe invece ancora essere in arancione. Mi chiedo se ci sono altri motivi secondo cui la Calabria debba essere considerata ancora una volta zona rossa nonostante non ci sia alcuna evidenza scientifica, e mi auguro che ci si ravveda facendo marcia indietro al più presto su una scelta così grave e ingiusta. Dobbiamo ricordare, infatti, che la Calabria ha un tessuto economico molto fragile, quindi la dichiarazione della zona rossa rende ancor più debole la nostra terra: l’unica crescita esponenziale che vediamo ogni giorno è quella del tasso di povertà, determinata non dal virus in sé ma dalle scelte prive di basi scientifiche assunte dalla politica“.
Sulla zona rossa che nelle festività di Pasqua sarà estesa a tutta Italia, Amodeo commenta: “Posso anche comprendere la scelta se nasce come un deterrente per evitare l’afflusso di parenti che arrivano dall’esterno, ma si tratta di un provvedimento che compromette lo stato psicofisico dei soggetti: l’impossibilità di stare insieme in momenti particolari della vita come le festività pasquali o natalizie è molto doloroso, e non parliamo più di un sacrificio isolato che poteva anche essere accettato a fronte di un’emergenza. Ma questa è la seconda Pasqua consecutiva in lockdown, in mezzo c’è stato un 25 aprile, un primo maggio, un Tutti i Santi, un Natale”.
Per l’intervista completa:


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