Marte non ha solo il vulcano più alto del sistema solare ma anche la più grande gola del sistema solare. Chiamata Valles Marineris, si estende per una lunghezza di oltre 3.000km, un’ampiezza di 600km e una profondità fino a 10km. Per fare un confronto, il Grand Canyon in Arizona (USA) è lungo 800km, ampio 30km e profondo 1,8km.
La Valles Marineris è così grande che copre un’ampia fascia della faccia di Marte: corre lungo l’equatore marziano, ad est della regione Tharsis, coprendo un quinto della circonferenza del Pianeta Rosso. La grande gola può essere osservata dalla Terra attraverso un telescopio: appare come una cicatrice scura sulla superficie del pianeta (vedi foto della gallery scorrevole in alto).
Caratteristiche conosciute come chasmata, ossia ripide depressioni che ricordano i canyon sulla Terra, dominano la Valles Marineris. Sul bordo occidentale, la gola inizia nel Noctis Labyrinthus, un’area di materiale che si ritiene abbia origini vulcaniche. Due chasmata paralleli, Ius e Tithonium, si estendono verso est e contengono flussi di lava e faglie. Altri 3 chasmata, Melas, Candor e Ophir, sono collegati sul lato orientale delle caratteristiche parallele. I loro fondi contengono materiale eroso e cenere vulcanica. Il fondo di Melas contiene il punto più basso di tutta la Valles Marineris. La valle Coprates Chasma si trova più ad est, con depositi a strati ben definiti. Questi depositi potrebbero essersi formati da frane o materiale trasportato dal vento, anche se la regione un tempo potrebbe avere avuto anche laghi isolati. Eso a Ganges sono altri chasmata che contengono depositi vulcanici o trasporati dal vento che si sono lentamente erosi nel tempo.
Il sistema della Valles Marineris sfocia nella regione Chryse, una delle aree più basse di Marte. L’acqua del sistema sarebbe defluita nelle pianure, che un tempo potrebbero aver contenuto un antico lago o un antico oceano.
Il video in fondo all’articolo si concentra su una depressione profonda 8km nella parte più settentrionale della Valles Marineris, chiamata Hebes Chasma. Le immagini portano sui crateri d’impatto che punteggiano le pianure che separano le depressioni. La formazione di Hebes Chasma è probabilmente collegata alla vicina regione vulcanica di Tharsis.







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