Dante Alighieri, viaggio nella Divina Commedia: la creazione tra mito, scienza e religione

La quinta puntata dell'avventura di MeteoWeb tra geofisica e letteratura: la Divina Commedia di Dante Alighieri analizzata con l'occhio della scienza

La quinta puntata del viaggio di MeteoWeb nella Commedia di Dante Alighieri è dedicata alla Creazione. Come sempre, grazie all’analisi di un testo inglese ad opera del sismologo prof. Giuliano Panza, con la collaborazione della prof. Rita Zoccoli, ci siamo addentrati sempre di più nel tema dell’Inferno dantesco, nel tema del viaggio, nel tema della cosmologia di Dante, anche e soprattutto da un punto di vista geofisico.
Ecco di seguito la quinta puntata:

Miti della creazione

              Così Dio conosce il mondo, perché Egli lo concepì nella Sua mente,
standone al di fuori, prima che fosse creato, ma noi non
conosciamo le sue regole, perché viviamo dentro di esso, avendolo
trovato già fatto.
Frate Guglielmo di Baskerville

I miti sulla creazione sono i più profondi e fondamentali fra tutti i miti. In molte religioni primitive il racconto dei miti della creazione costituisce un insegnamento essenziale nel rituale di iniziazione. In un genere di miti – quelli della Genesi – tutto proviene da una cavità. Alcune delle immagini primordiali basilari presentano il mondo a forma d’uovo o un fuoco creativo o una manna o un’energia globale … da cui tutto nasce. Nelle versioni polinesiane ci sono innumerevoli catene di generazioni, catene e catene di dèi o spiriti o altri Esseri, fino a quando nasce la realtà. C’è anche la riproduzione soggettiva della creazione in meditazione, così come viene praticata nell’alchimia, nella quale la fabbricazione della pietra filosofale veniva riguardata come la riproduzione della creazione del mondo. Un centro del mondo, un ombelico, un punto fisso è essenziale in molte tradizioni. In alchimia la materia prima, la materia originale del mondo, ha un ruolo centrale, così come i linguaggi segreti.

Nella leggenda medievale un Santo Graal appare rappresentato variamente, come un calice, una coppa o una pietra. E’ miracoloso nei suoi poteri, che possono essere palesati solamente da un cavaliere dallo spirito puro. Le leggende del Graal sintetizzano mito celtico, antichi culti della fertilità e fede. Alcuni hanno pensato al Santo Graal come alla pietra filosofale degli alchimisti o come al Vello d’oro degli Argonauti. Quando gli Argonauti trovano il Vello d’oro, la loro nave viene magicamente trasportata nella Via Lattea. Newton ha scelto questo evento mitico come punto di riferimento nella sua cronologia scientifica. Ciascuno di questi elementi di miti e leggende antiche è reperibile nella ortodossia scientifica corrente, relativa al come si sia formato il nostro mondo. Se il tempo è la quarta dimensione, allora sicuramente c’è un mito della dimensione, onnipresente come gli altri. Le teorie scientifiche hanno una memoria culturale, perché contengono echi del passato.

Il dogma centrale

L’attuale dogma centrale della scienza della Terra – la categoria della Terra globale e profonda – comporta l’esistenza di un Uovo Primordiale, catene di vulcani e immobili cordoni ombelicali che raggiungono gli abissi. Ci sono pietre filosofali, santi graal e trasmutazioni. Ci sono anche linguaggi segreti.

Oltre quarant’anni fa la maggior parte dei geologi credeva che i continenti fossero immobili. Si sono innalzate montagne e sono sprofondate valli, ma continenti massicci sono rimasti congelati nel sottostante mantello immobile. Oggi la maggior parte dei geologi ritiene che le masse continentali si muovano agevolmente sul dorso di un mantello fluente, ma le isole della leggenda e del mistero, quelle visitate da Jules Verne e Darwin, Robinson Crusoe e Venerdì, il Capitano Cook e il Capitano Bligh – Islanda, Hawaii, Galapagos, Sant’Elena, Azzorre, San Felix – ed altre – Kerguelen, Heard, Capo Verde, Ascensione, Samoa, Tahiti – sono immobili, fissate ad un sottostante rigido mantello primordiale.

La Scienza della Terra profonda si trova oggi nella stessa fase in cui, non molto tempo fa, tutti i geologi credevano in continenti fissi e in una Terra rigida, e come quando tutti i chimici credevano nel flogisto, l’elemento magico del fuoco. Gli argomenti a favore dei continenti fissi e del flogisto sono spariti, ma le credenze sono rimaste. Le credenze spesso perdurano come il sorriso del Gatto del Cheshire, anche molto tempo dopo che il Gatto è svanito.

L’ipotesi dei pennacchi si basa in parte sull’analogia della pentola-sulla-stufa, dove il nucleo caldo fa da stufa e i pennacchi sono tubi caldi che raggiungono la superficie. Questa idea risale a Diogene di Apollonia ed è stata aggiornata nel 1908 in Dorothy e il Mago di Oz. Diogene di Apollonia, come è noto, era il famoso filosofo naturalista greco (c. 430 – ? a.C.) soprannominato il Fisico(8). Dante e Jules Verne hanno inviato i loro protagonisti nelle profondità, attraverso canali sotterranei. Jules Verne, nel Viaggio al centro della Terra, ha immaginato l’interno della Terra così pieno di spaccature e cavità, grotte e canali, che un viaggiatore sarebbe in grado di trovare la strada fino a raggiungerne il centro.

La fonte della maggior parte del riscaldamento interno della Terra è la radioattività nella crosta e quel poco che ne è rimasto nel mantello. La metafora moderna è quindi il forno a microonde e non la pentola-sulla-stufa. L’architettura della litosfera impone, sul mantello sottostante, un raffreddamento variabile proveniente dall’alto, come fa il ghiaccio in una bibita. I flussi freddi verso il basso, al di sotto di lastre e di antiche radici continentali, determinano il luogo in cui si instaurano i complementari flussi ascensionali del mantello. La forma della convezione del mantello è controllata dall’alto. I continenti svolgono un ruolo importante nella incontinenza del mantello. Infatti nel mantello terrestre ci sono ampie risalite di materiale caldo. I pennacchi, sottili come una matita, che ora appaiono regolarmente nei nostri libri di testo di geologia, si formano se un fluido più caldo viene iniettato dal basso con un sottile ago ipodermico o con una pipetta in un contenitore di fluido in condizioni di equilibrio e a condizione che non ci siano placche o sorgenti interne di riscaldamento. I vulcani, quindi, potrebbero essere alimentati da un filamento di mantello caldo che si estende fino al nucleo. In alternativa i vulcani possono essere alimentati da fessure permeabili nella litosfera, che si trovano sopra vaste regioni calde e fuse del mantello superficiale.

Ipotesi alternative sono i Mondi di Attraverso lo Specchio ovvero Tuideldì e Tuideldum(9). Un mondo è controllato dall’alto, l’altro dal basso. In una visione del mondo i vulcani sono situati alla sommità dei pennacchi – stretti condotti caldi – provenienti dal basso. Nell’altra visione del mondo le regioni calde sono presenti laddove non si trovano regioni fredde – cioè lastre e nuclei di continenti. L’assenza di qualcosa – un latrato di cane, un gatto del Cheshire, etere, flogisto ed eco – spesso è la chiave del mistero.

Le ipotesi alternative differiscono filosoficamente più di quanto non lo facciano scientificamente. Un’ipotesi è passiva, l’altra è attiva. Una invoca la presenza di qualcosa, l’altra l’assenza di qualcosa. Una teoria è di sesso femminile e l’altra è di sesso maschile. Una evoca un oggetto immaginabile, un oggetto lubrico, l’altra evoca uno stato d’essere, come lo sforzo.
Molti scienziati della Terra credono nei pennacchi e nel mantello primordiale, proprio come una volta avevano creduto nei continenti stabili e nell’uniformitarismo (attualismo), proprio come i chimici hanno creduto nel flogisto e i fisici nell’etere. Lavoisier ha dovuto costruire un nuovo edificio e un linguaggio tutto nuovo per la chimica. Tuttavia il suo lavoro non fu sufficiente per evidenziare errori e incongruenze. Gli errori erano intrinseci nel linguaggio della chimica e dell’alchimia. A volte le persone non sanno perché credono a certe cose. Probabilmente non avrebbero creduto nelle ipotesi alla base di queste convinzioni, se le stesse fossero state enunciate. Fanno un atto di fede, come è stato rilevato da logici e poeti.

          “Perché qualcuno non può darci una lista di cose che tutti
pensano e nessuno dice, e un altro elenco di cose che tutti dicono e
nessuno pensa.”
Oliver Wendell Holmes

In realtà, Oliver Wendell Holmes era anche un giudice e questo potrebbe essere stato il suo consiglio al District Attorney(10), il DA dei romanzi moderni.

Demoni

James Clark Maxwell (1831 – 1879) pensava che le leggi della termodinamica potessero essere aggirate da un piccolo demone che, aprendo una porta, permettesse ad atomi freddi di passare in una camera calda: il Demone di Maxwell.

Se da una caffettiera di ceramica si notano perdite di caffè, ciò accade a causa di Demoni di Maxwell o di una crepa? Oppure ai barcollamenti di Starbuck? (in Moby Dick, Starbuck era il primo ufficiale personificazione della ragione).

Se si osserva la lava che fuoriesce dalla crosta, tale fenomeno è il risultato di un pennacchio, Gigantesco Demone di Maxwell, oppure semplicemente di una crepa? Nella scienza si dovrebbe sempre verificare un’ipotesi contro altre, anche quelle per le crepe di una caffettiera. Non si dovrebbe invocare una fatina dei denti, parente stretta del Demone, per superare magicamente uno stallo scientifico.

Francis Bacon, nel Novum Organum (1620), ha anticipato di tre secoli l’idea di falsificazione di Karl Popper. Egli ha osservato che un errore caratteristico e continuo dell’intelletto umano è quello di essere “più colpito ed entusiasta da eventualità positive che da eventualità negative, mentre, più correttamente, dovrebbe rimanere equidistante da entrambe. In realtà, nella definizione di ogni vero assioma, l’istanza negativa è la più forte fra le due”. Come Karl Popper ci ha ricordato, non si può mai dimostrare che il Sole sorgerà, indipendentemente da quante volte lo faccia. Né il pollo può mai essere sicuro che la mano che lo nutre lo farà per sempre: a volte il contadino vuole una zuppa di pollo al posto delle uova strapazzate. Un esempio negativo può servire a negare o una convinzione o un pollo.

A volte un’idea sopravvive, non perché è buona in sé o persino seducente, ma perché è stata alla ribalta per molto tempo, oppure è stata continuamente ripetuta. Se si vuole verificare qualcosa di scritto sul giornale, è necessario acquistare ulteriori 100 copie del giornale per controllare? Se si ripete un concetto tre volte, lo si rende automaticamente vero?

Giganti

Ci sono due importanti giganti nella mitologia greca, che forniscono parabole relative alle credenze dominanti ed al modo in cui le persone elaborano nuove informazioni. Ciclope era un gigante con un occhio solo e forgiava i fulmini di Zeus. La sua visione del mondo era limitata; per di più viveva in una caverna. Molte persone, anche scienziati, hanno una visione limitata del loro mondo. L’iperspecializzazione è stata responsabile di rapidi progressi della scienza e capire la Terra è di per sé una specialità. Una visione limitata e focalizzata è un requisito necessario per comprendere le parti, ma non il tutto.
Procuste era un altro leggendario gigante greco, che allungava o accorciava i suoi prigionieri, per adattarli ad uno dei suoi letti in ferro. Essere Procusteano attualmente significa produrre conformità utilizzando mezzi arbitrari (e crudeli). Se si ha una sola ed unica visione del mondo, un’ipotesi o un dogma, tutto deve essere fatto in modo da adattarsi a quella sola ed unica visione.

Giganti sotterranei erano anche ritenuti responsabili dei terremoti ed erano i guardiani della parte più profonda dell’Inferno di Dante.

Dogmatiti (11)

La Storia della Scienza, come quella della civiltà, è costellata da esempi di idee che sono resistite a lungo nel tempo. La scienza, fra tutte le attività umane, dovrebbe consistere nella costante ricerca e sperimentazione di nuove idee. Ma la scienza di routine o ordinaria è molto simile alla politica o alla religione. C’è chi crede in certe cose, perché i suoi amici e superiori credono in quelle stesse cose. C’è, al contrario, chi ha convinzioni forti e fiducia in sé. René Descartes è stato condannato sia dai teologi protestanti che da quelli cattolici ed ha adottato il motto di Ovidio “per essere felici si deve vivere in isolamento”(12). Ma la maggior parte degli esseri umani, compresi gli scienziati, sono più felici quando sono circondati da persone che la pensano come loro e da idee generalmente accettate. I contesti (e paradigmi) cambiano, non perché le opinioni delle persone cambino, ma per l’arrivo di nuove persone e per il trascorrere del tempo. Questa è la narrazione della Storia … e della Scienza.

Ancora una volta Francis Bacon ha anticipato le moderne idee dei filosofi della scienza, come l’idea dei “paradigmi” di Thomas Kuhn, osservando:

La comprensione umana, una volta che ha adottato un’opinione … adatta tutto il resto in modo che sia in accordo con essa e che la sostenga. E nonostante ci sia un maggior numero di pesanti istanze di segno opposto, queste vengono trascurate e disprezzate, oppure, sulla base di qualche sottile distinzione, vengono messe da parte e respinte; in tal modo, a causa di questo grande e pernicioso preconcetto, il potere delle precedenti conclusioni può rimanere inviolato … la prima conclusione colora e mette in conformità con se stessa tutto ciò che viene dopo, anche se il nuovo è di gran lunga più solido e migliore.”

Secondo Karl Popper un’affermazione, per essere scientifica, deve essere falsificabile. Ci deve essere un insieme di circostanze concepibili che, se esistessero, proverebbero che la teoria è falsa. Popper pretese che gli scienziati accettassero la falsificazione. Bisogna abbandonare la metodologia della scienza in favore della non-scienza e dei sogni metafisici, se si vogliono immunizzare le proprie idee rispetto alle confutazioni delle previsioni che da esse derivano. Una teoria è non scientifica, se è compatibile con tutto ciò che potrebbe accadere e con il suo contrario. False credenze e miti hanno una spiegazione per tutto. Una teoria può spiegare troppo; può essere troppo bella per essere vera. Indipendentemente da ciò che si trova, basta che sia “coerente” con la teoria. Gli scienziati della Terra hanno almeno due teorie del genere, dogmi fondamentali, per così dire.

* * *

Il mio intento è quello di cercare di spiegare non solo i misteri dell’origine del nostro pianeta e del suo interno, ma anche la ragione per la quale le persone credono nelle cose che fanno. Come si può fare scienza, quando l’evidenza è così frammentaria e contraddittoria? Che ruolo giocano il linguaggio, il paradosso e la logica? Come si fa a difendere il proprio dogma contro l’intrusione di altre idee? Come si può essere così sicuri dell’inconoscibile? Perché si conserva una vecchia idea di fronte alla prova che è vero il contrario?

      “Non è che l’incredulo non debba credere a nulla. Non crede a
tutto. Crede a una cosa per volta, e a una seconda solo se in qualche
modo discende dalla prima. … Di due cose che non stiano insieme,
crederle tutte e due, e con l’idea che da qualche parte ve ne sia una
terza, occulta, che le unisce, questa è la credulità.
L’incredulità non esclude la curiosità, la conforta … Basta non
crederci, e due idee – entrambe false – possono collidere creando un
buon intervallo o un diabolus in musica. Non rispettavo le idee su
cui altri scommettevano la vita, ma due o tre idee che non
rispettavo potevano fare melodia.”

Umberto Eco
Il Pendolo di Foucault

NOTE:

8. Ammette come principio costitutore del mondo, l’aria.
9. Noti anche come Pincopanco e Pancopinco, Piripipò e Piripipù, Dindino e Dindello.
10. Procuratore Distrettuale.
11. Neologismo creato dall’Autore, per ridicolizzare chi non fa scienza in modo adeguato. Il suffisso –iti evoca il nome di minerali a base di … dogma.
12. … Bene qui latuit, bene vixit … (Ovidio, Tristia, III, elegia 4, v.25).

Puntata 1: Dante Alighieri: un testo inedito potrebbe svelare un ‘segreto’ nascosto della Divina Commedia

Puntata 2: Dante Alighieri, Marco Polo e il ‘segreto nascosto’ nella Divina Commedia: quando letteratura e geofisica si incontrano

Puntata 3: Dante Alighieri e Alice nel Paese delle Meraviglie: la Divina Commedia riletta tra letteratura, fiabe e geofisica

Puntata 4: La Selva Oscura dell’errore e il Pianeta Patchwork: prosegue il viaggio geo-letterario nella Commedia di Dante

Puntata 5: Dante Alighieri, viaggio nella Divina Commedia: la creazione tra mito, scienza e religione

Puntata 6: Dante, la Terra, la Scienza e Don Vito Corleone: quando il viaggio nella Divina Commedia arriva fino ai tempi moderni

Puntata 7: Da Neruda ne ‘Il Postino’ alla Cosmologia, passando per il monte Olimpo: l’Italia di Dante in una morsa geologica

Puntata 8: Il vento, il terremoto e i vulcani: la Divina Commedia di Dante e i suoi incredibili risvolti sismologici e scientifici

Puntata 9: Il vecchio caldo pianeta e l’isola volante di Gulliver: quando la Commedia di Dante diventa un viaggio (fanta)scientifico

Puntata 10: Ma lo sai su che pianeta vivi? La nascita della sismologia moderna e l’Inferno di Dante Alighieri

Puntata 11: La Creazione, la Terra e la sua formazione, l’Inferno di Dante Alighieri: qual è il nesso?

Puntata 12: Satana cadendo dal cielo raggiunge il centro della Terra, creando per reazione il monte Purgatorio: Dante Alighieri tra geologia e religione