Non è per nulla preoccupato il vulcanologo Stefano Branca, direttore dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sulla recente attività dell’Etna che da settimana continua a produrre parossismi, con enormi fontane di lava e altissime colonne eruttive. Del resto, i vulcanologi lo ripetono da settimane: questa attività non è pericolosa. “L’Etna fa l’Etna… e cosi’, come vuole il protocollo di un grande vulcano attivo, si ripete. Il protagonista degli ultimi vent’anni e’ soprattutto il cratere di sud-est che dal 1998 e’ in piena attivita‘”: dice Branca all’AGI si dice. “Attenzione – osserva Branca – quello che sta succedendo e’ un fenomeno che si e’ verificato in maniera sistematica negli ultimi vent’anni. A esempio, nel 2000 da meta’ gennaio a giugno c’e’ stata un’attivita’ esplosiva costante, con a volte due eventi parossistici al giorno”.
Sull’ultimo periodo, Branca afferma: “In questa fase possiamo dire che nei condotti del cratere c’e’ un magma piu’ ricco di gas, ecco perche’ e’ in corso fase di maggiore attivita’ esplosiva. Ma resta solo un problema di memoria: oggi sembra una situazione al limite, ma non e’ cosi’: le persone hanno dimenticato i frequenti parossismi del 2000 che si riproposero per molti mesi. Molti fanno riferimento al parossismo del 16 febbraio che e’ avvenuto di pomeriggio al tramonto con un’abbondante pioggia di cenere su Catania, evento in genere meno frequente perche’ spesso il vento disperde la cenere dell’Etna verso est”.
Il vulcanologo che studia costantemente il vulcano parla anche del cambiamento morfologico: “Il cratere di sud-est protagonista assoluto dell’evoluzione attuale dell’Etna, e’ cresciuto con questi episodi, soprattutto nel 2011-2014, periodo in cui e’ cambiato con il cono che si e’ raddoppiato. I crolli sommitali? Sono molto piccoli e limitati: il cono vulcanico ha un equilibrio limite, ecco perche’ i piccoli crolli dei fianchi del cono non sono fenomeni di larga scala”. Sulla situazione in evoluzione, Branca conclude: “Questo tipo di attivita’ sommitale non e’ pericolosa per la popolazione. L’unico serio problema riguarda lo smaltimento della cenere e alle eventuali limitazioni del traffico aereo”.


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