Islanda, sciame di 20.000 terremoti negli ultimi 10 giorni: seguiranno eruzioni vulcaniche?

Oltre 20.000 terremoti hanno colpito l’Islanda meridionale negli ultimi 10 giorni: un'eruzione vulcanica sembrava imminente, cosa succederà ora?

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Oltre 20.000 terremoti hanno scosso l’Islanda meridionale negli ultimi 10 giorni, tenendo i geologi in guardia poiché tutti i segnali indicano una imminente eruzione vulcanica. La “maratona” di terremoti di questa settimana continua lo sciame sismico che è iniziato nella Penisola di Reykjanes, a circa 32km dalla capitale Reykjavik.

La stragrande maggioranza delle migliaia di scosse che sono seguite all’evento di magnitudo 5.7 del 24 febbraio sono state minori, con soli due sismi che hanno registrato una magnitudo superiore a 5. Scosse di magnitudo 5-5.9 sono considerate moderate e possono produrre danni agli edifici vicini, ma in questo caso, l’epicentro è abbastanza lontano dalle aree popolate dell’isola da non produrre danni e feriti. Le scosse vengono avvertite fino alla capitale Reykjavik.

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Credit: USGS

In passato, sciami sismici come questo sono stati osservati prima di eruzioni vulcaniche nel sud dell’Islanda. Il movimento di magma al confine tra le placche tettoniche del Nord America e dell’Eurasia probabilmente ha causato i tremori, che potrebbero alimentare i 5 vulcani attivi della Penisola di Reykjanes. Se qualcuno dei vulcani dell’Islanda meridionale dovesse eruttare nelle prossime settimane, le eruzioni sarebbero attese e gestibili. Secondo gli esperti, i vulcani del sud dell’Islanda sperimentano “impulsi” di attività ogni 800 anni circa e l’ultimo impulso si è verificato tra l’XII e il XIII secolo. Se dovesse avvenire un’eruzione, i dati indicano che probabilmente si verificherebbe nell’area tra il Monte Keilir e il vulcano Fagradalsfjall.

Il governo islandese dichiara che se ci sarà un’eruzione, dovrebbe essere un’eruzione fissurale relativamente piccola di qualche settimana. Questi tipi di eruzione producono un lento flusso di lava piuttosto che grandi esplosioni o importanti emissioni di cenere. Il governo aggiunge che c’è un rischio molto basso per le aree popolate e le infrastrutture critiche.

Come per i terremoti, queste potenziali eruzioni non dovrebbero rappresentare una minaccia per gli abitanti dell’isola. Tali eruzioni non avrebbero nulla a che fare con l’eruzione esplosiva del 2010 del vulcano Eyjafjallajökull, che ha prodotto una colonna eruttiva di 9km nel cielo, costringendo centinaia di persone ad evacuare e bloccando il traffico aereo in Europa per 6 giorni. Proprio come in questi giorni, quell’eruzione si è verificata dopo un mese pieno di migliaia di piccoli terremoti.

Inoltre, non ci sono segni che un’eruzione nella Penisola di Reykjanes coinvolgerebbe lo stesso volume di magma espulso durante l’eruzione del Laki tra il 1783 e il 1784. Quell’evento produsse così tanta lava da seppellire una città delle dimensioni di Boston sotto 60 metri di roccia fusa.

Movimento di magna nel sottosuolo

Il 3 marzo 2021, i sismometri hanno rilevato segnali acustici collegati al movimento di magma attraverso la crosta vicino al sistema vulcanico di Krýsuvík-Trölladyngja e al vulcano Fagradalsfjall. Il suolo si è deformato, confermando la migrazione della roccia fusa. Allora i vulcanologi hanno iniziato a sospettare che fosse imminente un’eruzione, ma non è successo nulla. Adesso sembra che i tremori siano calati, ma potrebbero riprendere o anche non ritornare. Quando si hanno intrusioni di magma, come in questo caso, è sempre possibile che rimanga bloccato, che si raffreddi, solidifichi e semplicemente rimanga nel sottosuolo. Quindi bisogna solo aspettare, mentre continua il monitoraggio.

Cosa potrebbe succedere

Dopo una serie di grandi eruzioni tra il X e il XIII secolo, la Penisola di Reykjanes è stata abbastanza calma. Questo è cambiato a fine 2019 quando la penisola ha iniziato a registrare terremoti più frequenti e più forti. Il terremoto di magnitudo 5.7 a febbraio 2021 ha dato inizio allo sciame sismico in atto.

Tutto quello che sta avvenendo in Islanda in questi giorni potrebbe essere l’inizio di qualcosa di molto più grande. Gli studi sulla penisola hanno svelato che quando inizia un nuovo ciclo di vulcanismo, non coinvolge una sola eruzione, ma molte. I segnali sismici e i dati sulla deformazione del suolo dello scorso anno dimostrano che il magma si sta raccogliendo non in uno, ma in 3 diversi punti al di sotto di due sistemi vulcanici della penisola. È ancora troppo presto per dirlo, ma l’attività degli ultimi giorni potrebbe preannunciare l’inizio di un altro centinaio di anni di eruzioni vulcaniche intermittenti lungo la penisola sudoccidentale dell’Islanda.