Islanda, rilevato tremore vulcanico a sud del Monte Keilir: forti segni di un’imminente eruzione

Un'eruzione vulcanica potrebbe iniziare già nelle prossime ore o nei prossimi giorni in Islanda dopo giorni di intensa attività sismica: più probabile un'eruzione fissurale

MeteoWeb

Gli scienziati islandesi dichiarano che ci sono “forti segni” di un’imminente eruzione vulcanica dopo diversi giorni caratterizzati da un’attività sismica quasi costante vicino al Monte Keilir, circa 30km a sud della capitale Reykjavik. La maggior parte delle stazioni sismiche in Islanda ha registrato tremori vulcanici a sud del Monte Keilir. “Non stiamo dicendo che ci sono segni del fatto che sia iniziata un’eruzione, ma questo sembra il tipo di attività che ci aspettiamo in preparazione ad un’eruzione”, ha affermato Kristín Jónsdóttir dell’ufficio meteorologico islandese.

Víðir Reynisson, della Protezione Civile dell’Islanda, ha dichiarato in una conferenza stampa che è “più probabile che no” che stia per iniziare un’eruzione, che sarebbe la prima nell’area dal XXII secolo, e che potrebbe avvenire già nelle prossime ore, specificando che non ci sono “disastri in corso e che tutti possono continuare con le loro normali vite”. Non c’è pericolo immediato, ha aggiunto, sebbene sia necessario evitare di recarsi nell’area nella Penisola di Reykjanes. In 7 giorni, sulla penisola sono state registrate oltre 10.000 scosse di terremoto, alcune con magnitudo superiore a 5 sulla scala Richter.

Mappa dei recenti terremoti nella Penisola di Reykjanes

Il geofisico Freysteinn Sigmundsson ha dichiarato che l’eruzione potrebbe avvenire anche nei prossimi giorni. Se il magma raggiunge la superficie, è improbabile che sia sotto forma di esplosione di lava e cenere, ma piuttosto sotto forma di eruzione fissurale, in cui la lava emerge più lentamente da una frattura nella superficie terrestre. Questo significa che sembra improbabile una ripetizione di quanto accaduto nel 2010, in occasione dell’eruzione esplosiva del vulcano Eyjafjallajökull, che ha causato un’enorme alterazione dei voli aerei internazionali, influenzando fino a 10 milioni di viaggiatori. “Questo evento è completamente diverso da quello dell’Eyjafjallajökull. È molto improbabile che altererà il trasporto aereo. Questa sarà probabilmente un’eruzione di lava con poca attività esplosiva”, ha spiegato Sigmundsson.

Le immagini satellitari mostrano che nell’area in cui è localizzata la maggior parte dei terremoti, nella parte centrale della Penisola di Reykjanes, parte della superficie si sta sollevando leggermente, mentre un’altra parte adiacente sta sprofondando leggermente. Questo probabilmente è dovuto all’intrusione del magma che sta avvenendo sotto la superficie.

È improbabile che i flussi di lava vicino al Monte Keilir raggiungano aree popolate, sostengono gli esperti, ma potrebbero interrompere il traffico aereo da e per l’aeroporto internazionale di Keflavík, che si trova a circa 20km dall’area principale di attività sismica ed è in allerta arancione. C’è anche la possibilità che l’accesso stradale all’aeroporto possa essere interrotto dai flussi di lava, il che sta portando le autorità a definire piani per deviare i voli sugli altri aeroporti dell’isola.

Reykjanes è un’area geologicamente attiva ma non si registrano eruzioni vulcaniche devastanti in quest’area nella storia islandese. L’ultima grande eruzione sulla Penisola di Reykjanes è avvenuta nel 1831 dal vulcano Reykjaneshryggur.