Gli scienziati della Princeton University hanno valutato l’impatto dei cambiamenti climatici sulle regioni tropicali. La conclusione del loro studio, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, è che limitare il riscaldamento globale a 1,5°C potrebbe impedire alle regioni tropicali di raggiungere il limite legato all’adattabilita’ umana. “Nelle zone che si trovano nello spettro di 20° Sud e Nord rispetto all’equatore – spiega Yi Zhang della Princeton University – le condizioni climatiche potrebbero non soddisfare pienamente i requisiti necessari all’adattabilita’ umana”.
Il team ha analizzato simulazioni di modelli numerici e osservazioni per indagare su come le temperature estreme di bulbo umido, il valore a cui si porta l’acqua in condizioni di equilibrio di scambio convettivo e di massa d’aria in moto turbolento completamente sviluppato, possano legarsi a eventi di calore estremo. “La capacita’ degli esseri umani di regolare il calore corporeo dipende dalla temperatura e dall’umidita’ dell’aria circostante – aggiunge l’esperto – c’e’ un limite oltre il quale gli esseri umani non sono piu’ in grado di adeguare la temperatura in modo efficace. Questa soglia viene raggiunta quando la temperatura dell’umidita’ supera i 35°C. La temperatura di bulbo umido dipende da dinamiche atmosferiche relativamente semplici – spiega il ricercatore – i nostri modelli indicano che questo valore aumenta alla stessa velocita’ della temperatura media tropicale”. “I nostri risultati suggeriscono che mantenere il riscaldamento medio globale al di sotto di 1,5°C dovrebbe garantire che nessuna regione ai tropici subira’ eventi di calore estremo. Saranno tuttavia necessari ulteriori approfondimenti per comprendere meglio gli impatti sulla salute derivanti da tali condizioni”.


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