Oggi l’Etna ha prodotto il 14° parossismo dell’ultimo mese. In questo articolo, ripercorreremo velocemente le eruzioni recenti del vulcano, che hanno generato spettacolari fontane di lava e ricoperto di cenere molti paesi della Sicilia, ma non solo, attraverso le immagini dei satelliti (vedi foto della gallery scorrevole in alto e video seguenti).
La prima eruzione della serie, avvenuta il 16 febbraio, ha prodotto una nube di cenere che ha raggiunto circa i 10km sopra il livello del mare. Il pennacchio si è spostato rapidamente verso sud sulla spinta di forti venti settentrionali.
Solo 32 ore dopo si è verificata un’altra impressionante eruzione, con il pennacchio che ha raggiunto un’altezza di circa 10km. Questa volta i forti venti hanno trasportato la nube verso sud-est, in direzione della Libia.
Meno di due giorni dopo, si è verificato il 10° parossismo nella mattina del 4 marzo: prodotti 9 kilotoni di anidride solforosa.
Nella notte tra 9 e 10 marzo, è iniziato il 12° parossismo, durato più di 3 ore. Secondo l’Agenzia Meteorologica del Giappone, il pennacchio di anidride solforosa dell’Etna ha raggiunto l’Asia e il Giappone. Il 12 marzo, il pennacchio vulcanico era ancora visibile agli occhi del satellite Meteosat-11, con la cenere che aveva raggiunto persino i 14-15km di altezza.
Etna, la nuvola di cenere eruttata stanotte ha raggiunto la Grecia: cielo scuro su Atene
Nella notte tra 14 e 15 marzo, è avvenuto il 13° parossismo, mentre il 17 marzo si è verificato il 14° episodio.
Etna, il vento di maestrale ha spinto la nube eruttiva sullo Jonio: l’anidride solforosa ha già raggiunto la Grecia
Le nubi eruttive del 16 e del 19 febbraio 2021 hanno raggiunto un’altitudine a -56°C, mentre quella del 28 febbraio a -57°C. Poiché il valore medio della temperatura nella tropopausa (ossia lo strato di atmosfera che separa la troposfera dalla stratosfera), è di circa -57°C, possiamo dire che in questi 3 casi, le nubi eruttive sono arrivate al limite della stratosfera, che mediamente inizia oltre i 12km di altitudine.
Sulla base di questi dati, ancora più potenti risultano le eruzioni del 21, 23 e 24 febbraio e del 4 marzo. Avendo raggiunto un’altitudine a più di -60°C, possiamo ipotizzare che le nubi eruttive abbiano raggiunto la stratosfera.










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