Si materializza il Ponte sullo Stretto: inserito dalla Commissione Trasporti della Camera nel Recovery Plan

Il Ponte sullo Stretto è stato inserito nel Recovery Plan in Commissione Trasporti alla Camera: a favore il voto di Lega, Forza Italia e Pd. Contrario il Movimento 5 Stelle

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La commissione Trasporti della Camera ha licenziato il parere sul Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), volgarmente noto come Recovery Plan, in vista del voto che si svolgerà in Aula la prossima settimana sulla relazione della commissione Bilancio sullo stesso Recovery. Il via libera è stato preceduto da alcune divisioni all’interno della maggioranza, che hanno fatto slittare il voto sul parere: le divisioni sono sorte sul tema del Ponte sullo Stretto. Lega e Forza Italia hanno insistito affinchè l’opera fosse ricompresa nel parere e hanno ottenuto il voto favorevole anche del Pd, mentre gli esponenti del Movimento 5 Stelle si sono opposti. Alla fine nel testo del parere approvato il Ponte compare. Nel testo, infatti, si legge: “Per la verifica delle soluzione tecniche ottimali contenute nello studio della commissione sull’attraversamento stabile e veloce dello Stretto di Messina istituita presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, si richiede che tale studio sia trasmesso subito al Parlamento ai fini dell’approvazione del parere; rispetto agli scenari (ponte o tunnel), si valuti se e quali opere e interventi possano essere realizzati alle condizioni previste dal PNRR“.

I deputati della Lega Elena Maccanti (capogruppo in Commissione Trasporti), Edoardo Rixi (responsabile nazionale Infrastrutture), Massimiliano Capitanio, Giuseppe Donina, Domenico Furgiuele, Antonietta Giacometti, Giovanni Battista Tombolato, Federica Zanella e Adolfo Zorzan hanno diffuso una nota esprimendo la loro soddisfazione: “Il parere positivo della commissione Trasporti al Pnrr su temi fondamentali per il progresso del Paese è arrivato con un lavoro di squadra della Lega per rimediare a ritardi e omissioni del precedente esecutivo. Si materializza così il Ponte sullo Stretto, opera fondamentale per la crescita del Sud e del Paese, come gli investimenti sui valichi alpini. Interventi immediati e politiche di prospettiva sono stati sollecitati dalla Lega nel campo delle Tlc. Per accelerare il cablaggio del Paese sosteniamo la possibilità di nominare i governatori come commissari straordinari per la digitalizzazione, un piano torri (con collegamento in fibra per quelle esistenti) per le aree montane, marittime e per i piccoli borghi, semplificazione burocratica e una revisione operativa del piano Bul per le aree grigie. Positiva inoltre la condivisione trasversale dello sviluppo del 5g e della necessaria digitalizzazione della Pa, con particolare attenzione alla formazione del personale di Comuni e scuole. Chiediamo infine che cybersicurezza e blockchain diventino politiche concrete e non più solo annunci, con consistenti fondi dedicati“.

La relatrice della Commissione Trasporti della Camera, Enza Bruno Bossio, ha detto che “nel parere della Commissione Trasporti si parla del Ponte sullo Stretto di Messina, e su questo c’è stata battaglia, ma il fatto che noi del Pd, Lega e Fi abbiamo votato per il parere dimostra che il Ponte nel parere c’è. Innanzi tutto non potevamo scrivere di inserire semplicemente la realizzazione del Ponte nell’ambito del Pnrr – spiega la parlamentare del Pd – perchè tale indicazione comporterebbe di dar seguito al progetto realizzato 20 anni fa. Ma quel progetto era pensato in project finacing, mentre oggi si ragiona ad un attraversamento stabile senza pedaggio, e quindi a carico dello Stato. Per questo abbiamo chiesto che la Commissione incaricata di valutare la realizzazione dell’attraversamento stabile mandi al Parlamento lo studio comparativo sull’utilità di tale attraversamento, e se ci sarà risposta affermativa di indicare come realizzarlo, cioè se con un tunnel o con un ponte, e se a campata unica o no, e via dicendo. Se, come dovrebbe avvenire, il parere della Commissione arriverà entro 20 giorni, chiederemo al governo di inerire nel Pnrr da mandare a Bruxelles non la realizzazione dell’intero attraversamento, bensì un lotto, perche’ nel Pnrr non si possono inserire opere la cui realizzazione duri più a lungo del finanziamento stesso“.