Rischio tsunami, oggi l’esercitazione INGV: “e? andata bene, lavoriamo affinché Italia diventi modello di prevenzione sui maremoti” [FOTO]

La simulazione di un tsunami nel mar Ionio e la reazione delle comunità interessate al rischio: oggi l'esercitazione dell'INGV per testare se siamo pronti ad un maremoto

  • Terremoto e tsunami nel Mar Ionio: a) Campo iniziale dello tsunami indotto dal terremoto simulato (M7.9). b) Massima altezza stimata dello tsunami sulle coste del Mediterraneo
    Terremoto e tsunami nel Mar Ionio: a) Campo iniziale dello tsunami indotto dal terremoto simulato (M7.9). b) Massima altezza stimata dello tsunami sulle coste del Mediterraneo
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MeteoWeb

Si è svolta oggi l’esercitazione tsunami “NEAMWave21” nel Mediterraneo. Lo scopo è quello di testare il funzionamento del NEAMTWS (North-East Atlantic, Mediterranean and connected seas Tsunami Warning System), di cui fa parte il Centro Allerta Tsunami dell’INGV (CAT-INGV). Grazie a questo sistema, in caso di maremoto nel Mediterraneo (evento non così raro come potrebbe sembrare), scatterebbe un allarme immediato utile a mettere in salvo la popolazione delle località costiere a rischio.

Abbiamo chiesto ad Alessandro Amato, geologo e ricercatore INGV, come si è svolta l’esercitazione e se possiamo già tirare le somme per aver un quadro della preparazione italiana in caso di una simile emergenza. “E’ andata bene, la parte che abbiamo testato oggi è soprattutto quella della messaggistica che abbiamo inviato ad alcune regioni e ad alcuni comuni che avevano richiesto di partecipare alla prova – racconta Amato ai microfoni di MeteoWeb . Per avere però un quadro più preciso e fare un bilancio saranno necessari giorni e settimane, perché c’è da valutare una serie di questionari. Ma non solo: sono state svolte alcune attività in diversi comuni nei quali da tempo lavoriamo ad un’iniziativa che si chiama Tsunami Ready, il cui scopo è quello di preparare diverse comunità ad un affrontare un maremoto, in maniera tale da avere ottenere il riconoscimento UNESCO per la preparazione ad uno tsunami”. Il progetto Tsunami Ready è nato nel 2001 in ambito internazionale ed è patrocinato proprio dall’UNESCO.

Oggi – prosegue Amato – abbiamo testato soprattutto la parte della Protezione Civile in diverse località tra le quali Minturno, nel Lazio, ma anche alcuni comuni della Calabria, tra i quali Palmi e Reggio Calabria. Quando i messaggi arrivano al dipartimento di Protezione Civile la piattaforma li smista a chi deve riceverli, come gli enti locali. I messaggi vengono inviati via e mail, con sms o con un sistema vocale di messaggio registrato. Da una prima analisi sembra aver funzionato tutto al meglio. A Minturno è stata anche coinvolta una scuola, con sistemi di allerta sonora sul terreno.

Per avere un quadro completo su com’è andata e sull’efficacia del sistema dovremo attendere i prossimi giorni, anche perché si è trattato di un’esercitazione del sistema internazionale, quindi l’allerta è stata inviato anche a 15 Paesi del Mediterraneo, come Egitto, Libano, Spagna, Grecia e per i riscontri da quelle nazioni sarà necessario diverso tempo”, conclude l’esperto INGV.