L’autopsia ha chiarito i dubbi sul decesso di Annamaria Mantile, 62 anni, insegnante napoletana morta a 4 giorni dalla vaccinazione: la donna è deceduta per infarto intestinale e non come conseguenza della somministrazione del vaccino contro SARS-CoV-2.
Era stato il fratello della donna a sporgere denuncia dopo la sua morte, sottolineando agli inquirenti che la sorella non soffriva di alcuna patologia e che la sintomatologia che aveva mostrato era insorta dopo l’inoculazione.
La procura aveva aperto un fascicolo e iscritto nel registro degli indagati 2 medici, come atto dovuto.
I periti nominati dai pm hanno eseguito l’esame autoptico che ha mostrato un problema a un’ansa del tratto digerente che ha poi provocato l’infarto intestinale.
Cos’è l’infarto intestinale
L’infarto intestinale (o ischemia intestinale) si verifica quando i vasi sanguigni che confluiscono nell’intestino si contraggono o si ostruiscono, riducendo o interrompendo l’afflusso di sangue all’organo.
La forma più comune di infarto intestinale, l’ischemia del colon, si manifesta con i seguenti sintomi: dolore addominale improvviso, da lieve a moderato, necessità urgente di defecare, comparsa entro 24 ore di sangue nelle feci, non sempre presente.
L’ischemia può in ogni caso colpire l’intestino tenue, il colon, oppure entrambi.


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