Secondo uno studio preliminare, condotto dai ricercatori del King’s College di Londra e del Francis Crick Institute, ripreso oggi dalla BBC, il buon livello di efficacia mostrato in questi mesi dal vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech per prevenire contagi in forma acuta anche dopo una sola dose, cala di molto nei pazienti malati di cancro e soggetti a terapie oncologiche. L’analisi suggerisce un deciso miglioramento della protezione in caso di somministrazione rapida della seconda dose del siero Pfizer, facendo sorgere dubbi – per questa specifica categoria di persone – sulla scelta del governo britannico di ampliare l’intervallo tra prima dose e richiamo di tutti i vaccini a 12 settimane, rispetto alle 3 consigliate nel caso di Pfizer.
Alcune associazioni impegnate nell’assistenza dei malati di tumore hanno chiesto di rivedere la strategia, mentre l’organizzazione Cancer Research UK ha chiesto cautela, evidenziando che la suddetta ricerca in sia troppo limitata nei numeri e non sia validata da altri ricercatori.
Secondo dati recenti, nel Regno Unito – dove sono state ormai somministrate 24 milioni di dosi – il vaccino prodotto da Pfizer garantisce sulla generalità delle persone un’elevata riduzione media (oltre l’80%) dei ricoveri in ospedale per Covid già dopo una sola dose.
