Forte sciame sismico in Islanda, oltre 10.000 terremoti in 7 giorni: sta risalendo del magma, area a rischio eruzione vulcanica [MAPPE]

Dopo la lunga serie di forti terremoti in Islanda, viene rilevato anche un movimento di magma che potrebbe portare ad un'eruzione vulcanica

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Il 24 febbraio, è iniziato un potente sciame sismico nella Penisola di Reykjanes, in Islanda: dall’inizio dello sciame, sono stati registrati oltre 10.000 terremoti. Dopo la lunga serie di forti sismi, viene rilevato anche un movimento di magma. Questo aumenta il rischio di una potenziale eruzione vulcanica sulla penisola, con lo sciame sismico ancora in corso.

L’Islanda è una famosa isola vulcanica del Nord Atlantico e una delle regioni vulcaniche più attive del mondo. Come dimostra la storia, le sue eruzioni possono avere forti effetti sull’Europa e su tutto l’emisfero settentrionale. Ha una costante attività sismica perché si trova sia sulla placca tettonica euroasiatica che su quella americana. Le placche si stanno allontanando tra loro, “spezzando” l’isola.

La Penisola di Reykjanes è divisa in diverse aree vulcaniche, che hanno un’orientazione sudoccidentale-nordorientale, alimentate dalle intense forze tettoniche che allargano il suolo. Tra le ultime eruzioni note in Islanda, l’ultima sequenza eruttiva sulla Penisola di Reykjanes risale a circa 760 anni fa. In quest’area, le eruzioni si verificano circa ogni 600-700 anni.

Lo sciame sismico di febbraio 2021

C’è sempre un’attività sismica in Islanda, soprattutto nella Penisola di Reykjanes. A metà febbraio 2021, si sono verificati numerosissimi ma piccoli terremoti. Il sisma più forte dello sciame iniziale del 24 febbraio ha avuto magnitudo 5.7. Nello sciame, ci sono stati anche numerosi terremoti di magnitudo 3 e 4 e molte forti repliche. Lo scuotimento è stato avvertito fino alla capitale Reykjavik. Circa una settimana prima dello sciame principale del 24 febbraio, sono stati rilevati oltre 500 piccoli terremoti. Nell’ultima settimana di febbraio, l’attività sismica è stata molto più diffusa e caratterizzata da magnitudo più alte rispetto alla settimana precedente.

Lo sciame sismico è ancora in corso, con frequenti terremoti di magnitudo 4 e 5. Dall’inizio dello sciame sismico la scorsa settimana, sono stati rilevati oltre 10.000 terremoti dall’Ufficio Meteorologico Islandese, con circa 30 eventi di magnitudo superiore a 4 e circa 200 con magnitudo maggiore di 3 (vedi mappe della gallery scorrevole in alto). I forti terremoti dello sciame sono concentrati in due cluster: il primo associato al sistema vulcanico Fagradalsfjall e il secondo al sistema vulcanico Krysuvik. La sequenza temporale dei primi 5 giorni dello sciame mostra che i terremoti si sono lentamente spostati sul 1° cluster, mentre il 2° si è calmato un po’.

Dal 27 febbraio, la principale attività sismica è stata concentrata sul cluster occidentale del sistema vulcanico Fagradalsfjall. Rilevati frequenti terremoti di magnitudo 4. Lo scuotimento è stato avvertito in tutta l’area, fino alla capitale Reykjavik.

Le attuali condizioni dello sciame sismico

Attualmente, lo sciame sismico è ancora intenso. Dal 28 febbraio all’1 marzo, è stato rilevato un altro terremoto di magnitudo 5. Da notare la nuova attività nel cluster orientale del sistema vulcanico Krysuvik, quindi lo sciame ora è intenso in entrambi i cluster. Come detto, in questa area, le placche tettoniche si stanno allontanando l’una dall’altra e questo causa stress e movimento del suolo. I terremoti stanno solo rilasciando questo stress accumulato. L’attività sismica più forte si trova tra le aree in cui il movimento del suolo va in direzioni opposte (est-ovest).

Una minaccia vulcanica

Nonostante la natura tettonica, gli sciami sismici in Islanda a volta hanno la tendenza ad includere del magma. A volte, quello che inizia come un semplice sciame tettonico, successivamente può trasformarsi in un’eruzione vulcanica. Negli sciami forti, il suolo si spezza e si creano fratture attraverso le quali il magma può salire fino in superficie. Nella maggior parte dei casi, il magma non raggiunge la superficie poiché non c’è un percorso disponibile e lo sciame sismico si esaurisce prima che il magma riesca a farlo. Ora stanno emergendo forti segnali del fatto che ci sia del magma coinvolto nello sciame sismico.

Le autorità hanno innalzato il livello di allerta vulcanica, confermando che ci sono sempre più evidenze del fatto che il magma stia risalendo al di sotto della superficie. Sulla base di tutti i dati sismici, l’Università dell’Islanda ha prodotto una mappa che mostra il rischio più alto di un’eruzione vulcanica. La più alta possibilità di un’eruzione è nel sistema vulcanico Fagradalsfjall, ossia il 1° cluster visto in precedenza. Anche la regione orientale è ancora molto attiva dal punto di vista dei terremoti, quindi entrambe le aree hanno una potenziale minaccia vulcanica.

In una potenziale eruzione dall’area del 1° cluster, secondo una simulazione basata sulle attuali informazioni note e sui dati storici, la maggior parte dei flussi di lava andrebbe verso nord e nordovest. A secondo del volume eruttato, la lava potrebbe raggiungere la strada principale e mettere in pericolo le città e le comunità locali.

Fino a questo momento, però, un’eruzione non è ancora certa. Le autorità innalzeranno il rischio di eruzione e i livelli di allerta adeguatamente.