I tassi di natalità in Europa vittime del lockdown: nascite crollate del 21% in Italia, dati più bassi dalla II Guerra Mondiale in Francia

Previsto un “baby bust”, un arresto delle nascite in Europa per il 2021 per effetto della pandemia: i dati dei più importanti Paesi europei

Tutti pensavano che il 2021 sarebbe stato un anno caratterizzato da un boom di nascite, invece non sarà così. La pandemia da SARS-CoV-2 non ha contribuito alla crescita della popolazione lo scorso anno, almeno nei più grandi Paesi europei.

Dopo la terribile prima ondata che ha provocato migliaia di morti, l’Italia ha registrato la più grande differenza tra nascite e decessi dalla pandemia di Spagnola del 1918. Secondo i dati dell’ISTAT, il Paese ha registrato 400.000 nascite e oltre 746.000 decessi. Le nascite in Italia a dicembre sono crollate del 21,6%, mentre nel 2020 hanno raggiunto il livello più basso in Francia dalla II Guerra Mondiale. La Germania non ha registrato una crescita della popolazione per la prima volta dal 2011. Secondo una stima iniziale dell’ufficio Federale di Statistica della Germania (Destatis), il numero di nascite è calato rispetto al 2019 e il numero di decessi è aumentato notevolmente: le stime parlano di 755.000-775.000 nascite e almeno 980.000 decessi nel 2020.

Il lockdown del 2020 ha portato un calo nel numero di nascite mensili in Spagna al livello più basso mai registrato, secondo le statistiche preliminari, seguendo simili segni di declino in altri Paesi europei. A dicembre, sono nati solo 23.226 bambini, il 20,4% in meno rispetto al dicembre 2019 e il numero più basso dal 1941, quando sono iniziate le registrazioni, riporta l’agenzia di statistica INE.

Fuori dall’Europa, il Giappone ha visto il minor numero di neonati mai registrato nel 2020, mentre il tasso di fertilità in Taiwan è sceso sotto un bambino per donna per la prima volta. Uno studio dell’IZAInstitute of Labor Economics della Germania prevede che il calo delle nascite negli USA sarà il 50% più grande rispetto a quello della crisi 2008-2009, mentre è previsto un calo drastico dei neonati nel Regno Unito quest’anno.

Gli esperti di demografia prevedono un “baby bust”, un arresto delle nascite in Europa per il 2021, poiché i giovani in età fertile hanno sofferto il peggior colpo economico dai lockdown imposti per fermare la diffusione della pandemia. I tassi di fertilità tendono a seguire il ciclo economico, con le coppie più disposte ad avere bambini quando il momento è positivo e le prospettive sono rosee. All’ombra dell’incertezza causata dalla crisi e dalla disoccupazione, le persone rimandano i piani per creare o espandere la famiglia. Meno nascite significano meno lavoratori più anziani. Nel tempo, questo potrebbe ridurre la produzione economica e mettere a dura prova i sistemi pensionistici pubblici e i sistemi previdenziali, ampliando il gap tra il Nord Europa, più ricco e con tassi di natalità più alti, e il sud più povero.

Ma non è detto. I vaccini, il ritorno alle normali attività, un clima di fiducia e l’ottimismo generale potrebbero portare ad un boom delle nascite abbastanza forte da compensare il declino degli ultimi mesi.