“I vaccini proteggono dalle varianti? La migliore risposta che possiamo dare è in 2 parole: forse e dipende“. E’ questo l’incipit di un post pubblicato su Facebook da Antonella Viola, immunologa e Professoressa Ordinaria di Patologia Generale.
“Lo so che non è quello che vi aspettereste di sentire dalla scienza, ma provo a spiegarvi il perché di questa incertezza – precisa l’esperta -. Prima di tutto ribadiamo che la variante inglese, quella dominante in Italia, è ben riconosciuta dagli anticorpi generati dai vaccini, quindi in questo caso nessun problema: tutti i vaccini proteggono con la loro efficacia già verificata. Per le altre varianti, sudafricana, brasiliana e nigeriana, la risposta è più complessa. Ci sono due tipi di dati che abbiamo: gli esperimenti di laboratorio in cui si valuta il potere neutralizzante degli anticorpi indotti nei soggetti vaccinati e gli studi clinici nella popolazione. Nel primo caso, sappiamo che tutti i vaccini perdono di efficacia, nel senso che gli anticorpi fanno più fatica a bloccare le varianti. Tuttavia non sappiamo cosa questo significhi a livello di popolazione perché probabilmente una minore efficacia nella neutralizzazione non mette in discussione la protezione dalla malattia. Gli studi clinici ci dicono che i 3 vaccini analizzati (J&J, AZ e Novavax) sono decisamente meno efficaci (chi più chi meno)”.
“Quindi in conclusione possiamo dire che le varianti che presentano la mutazione E484K rendono i vaccini meno efficaci ma probabilmente questo non mette in discussione la protezione verso la malattia severa“, conclude Viola.


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