Vaccini agli anziani, l’Italia è ancora troppo indietro: solo il 15% degli ultra 80enni è immunizzato

In Italia solo il 15% degli ultra 80enni ha ricevuto il vaccino ed è stato immunizzato, secondo un'inchiesta del Corriere della Sera il 28% ha ricevuto una sola dose

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In Italia solo il 14,7% degli ultra 80enni è completamente immunizzato contro il Sars-Cov2, mentre il 28,2% si trova a metà del percorso, avendo ricevuto solo la prima dose. “Dunque, meno della metà della popolazione più in avanti con gli anni, a più alto rischio di ricovero e di morte (4.442.000) ha avuto l’iniezione“. E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta dal Corriere della Sera sui vaccini agli anziani. Secondo quanto riporta il quotidiano diversa è la situazione nelle RSA: “qui moltissimi sono stati protetti: l’89,1% degli ospiti (507.912). La differenza tra Regioni è abissale, a prescindere dalla posizione geografica nord-sud. Secondo il piano originale presentato in Parlamento dal ministro Speranza il 2 dicembre e poi aggiornato sulla base delle pessime notizie di mancata consegna dei vaccini, gli anziani avrebbero dovuto essere messi al riparo dal Sars-CoV-2 entro febbraio, scadenza poi slittata a fine marzo per le note difficoltà di approvvigionamento di materia prima. Ora il traguardo scivola a fine aprile, o addirittura a maggio quando sarà scattata la campagna di massa. Il beneficio a livello di riduzione di mortalità nella categoria anziani è fermo su piccoli numeri e comunque non è stato rilevato“.

Un ritardo, quello italiano sui vaccini agli anziani, inspiegabile e ingiustificato, considerando che proprio i cittadini più avanti con gli anni sono le fasce più deboli di fronte al Covid, e dunque quelle maggiormente necessitano di immunizzazione. In altre nazioni, come ad esempio Israele dove ormai da giorni è stato riaperto tutto e il Covid è praticamente sconfitto, sono stati proprio gli anziani i principali fruitori dei vaccini, al fine di mettere al sicuro chi di fronte al virus rischia maggiori complicanze mediche.