L’Italia è l’unico Paese del mondo che ha vaccinato più 20enni che 70enni contro il SARS-CoV-2: ad oggi nel nostro Paese sono state somministrate 7 milioni e 841 mila dosi di vaccini, ma meno della metà sono finite agli anziani. Sono stati vaccinati, infatti, ben 4 milioni di under 59, e addirittura 1 milione e mezzo di under 39. Abbiamo oltre 572 mila vaccinati tra i ventenni, quasi il doppio dei 313 mila 70enni che hanno ricevuto il vaccino. Un vero e proprio suicidio, che lascia esposti al rischio di morte e ricovero le persone più esposte, concentrando la protezione su cui non ne ha bisogno perchè in ogni caso non avrebbe gravi complicazioni.
Dala scorsa settimana in Sicilia hanno iniziato a vaccinare addirittura i preti. Sia ben chiaro, quelli giovani e sani. Perchè se c’è un prete anziano o malato, era già stato vaccinato a prescindere dalla categoria di appartenenza, ma come tutti gli altri soltanto per le proprie condizioni anagrafiche e di fragilità.
L’Italia, invece, è l’unico Paese al mondo ad aver scelto di procedere per categorie: così abbiamo vaccinato 1 milione di persone in grandissima parte giovani e sane tra forze dell’ordine e personale scolastico, oltre a 3 milioni di operatori sanitari e sociosanitari.
E così continuano le restrizioni: tutto il Paese è suddiviso tra zone rosse e arancioni proprio perchè gli ospedali continuano ad essere pieni di malati, in grandissima prevalenza anziani e malati, che non stiamo vaccinando per dare la priorità alle categorie seguendo la logica delle corporazioni. Ci hanno provato persino giornalisti e avvocati. Senza capire che il problema non è vaccinare tutti, ma vaccinare al più presto chi ne ha più bisogno. E cioè chi per questo virus rischia di morire e di finire in ospedale: gli anziani e i malati. Così hanno fatto in Svizzera, in Israele, in Gran Bretagna, negli USA. E stanno conquistando prima di tutti nuovi sprazzi di normalità.
