Vaccino Astrazeneca, Pregliasco: “Normale sospensione del lotto, ad oggi non ci sono controindicazioni e non si immagina una correlazione con la trombosi”

Pregliasco: "Al momento non c’è bisogno di fare particolari approfondimenti su tutti i vaccinati con quel lotto" sospeso del vaccino di AstraZeneca

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Il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario IRCCS Galeazzi di Milano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Genetica Oggi”, condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus.

Sul ritiro del lotto di Astrazeneca. “E’ ciò che succede normalmente –ha affermato Pregliasco-. Se qualunque cittadino va sul sito dell’Aifa nota che quasi ogni giorno viene ritirato un lotto di un farmaco. Questo non è un ritiro, è una sospensione cautelativa a fronte di un’osservazione che non è di causa-effetto e i già i primi dati sembrano escludere un nesso causa-effetto. Per fare una battuta, noi ci sposiamo e poi abbiamo dei guai, ma non è che tutti guai che avremo possano essere collegati a quello. Ci sono stati 3 decessi in Sicilia su un lotto da approfondire, è comprensibile la sofferenza dei familiari, giustissimo quindi approfondire questa situazione che però raccontata come denuncia di omicidio colposo anche nei confronti del vaccinatore inquieta. In Danimarca c’è stata la segnalazione di 6 casi di trombosi, ad oggi l’Ema ha detto che risultano 30 casi di trombosi su 5 milioni di dosi somministrati in Europa, un valore paragonato a quello della popolazione generale non vaccinata come incidenza. Quindi giusto approfondire, ma ad oggi non ci sono controindicazioni e non si immagina una correlazione tra vaccino e trombosi. Chi si è vaccinato con quel lotto può stare tranquillo, al momento non c’è bisogno di fare particolari approfondimenti su tutti i vaccinati”.

Possibile errore nella conservazione del lotto del vaccino. “Diventerebbe meno efficace, difficile pensare che diventi tossico per un errore della catena del freddo o della conservazione”.

Rischio diffidenza vaccino? “E’ un dispiacere rispetto ad un’epopea che ha già avuto le sue difficoltà in termini organizzativi, non ci voleva anche questa. Vaccinarsi è l’unico modo per uscire da questa situazione, è fondamentale arrivare più velocemente possibile ad una vaccinazione di massa”.