Non ci stanno, e riaprono tutto. A Reggio Calabria si è svolta oggi una manifestazione pacifica in Piazza Italia, nel corso della quale parrucchieri ed estetisti hanno manifestato il loro dissenso verso le limitazioni e le chiusure della zona rossa che impone, tra gli altri, di abbassare le serrande dei saloni e delle attività commerciali. Un gruppo di cittadini si è confrontata con una delegazione di rappresentanti della Giunta comunale. “Aprire o Morire…”, è questo il messaggio che si legge su alcuni striscioni e sulle magliette dei cittadini, che raccolgono l’iniziativa del comitato #IoApro, come si può vedere dalla gallery fotografica scorrevole in alto a corredo dell’articolo. Delle restrizioni definite ingiuste, che si sommano a ristori inadeguati e investimenti importanti sotto il piano della prevenzione al contagio. Mascherine, gel, visiere, pannelli in plexiglass distanziamento tra clienti sembrano non essere servite a nulla. “Ci troviamo a dover chiudere un’altra volta e dopo un anno a dover parlare delle stesse cose”, ha affermato al giornale locale StrettoWeb, Rosalba Pizzi presidente della federazione professionisti del benessere della Confcommercio di Reggio Calabria. “Le nostre attività sono sicure, abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza, e i ristori non sono sufficienti per pagare i costi fissi come affitto e tasse”, prosegue. Prima di essere ricevuto dal Prefetto Massimo Mariani, Rosalba Pizzi ha inviato un messaggio alle istituzioni: “aumentate i controlli sugli evasori, sono loro che portano il virus in giro. Noi siamo professionisti e non ci stiamo, abbiamo documenti alla mano che testimoniano queste irregolarità. Domani noi apriremo i nostri saloni!”.
“Siamo al fianco dei lavoratori – ha dichiarato il vicesindaco della città di metropolitana di Reggio Calabria Armando Neri – perché non è possibile, ad oltre un anno dall’esplosione della pandemia, assistere ancora a chiusure indiscriminate e ad una “zona rossa” che durerà, per decisione unilaterale e senza confronto coi territori del presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, fino al prossimo 21 aprile. Esprimiamo, quindi, la vicinanza personale alle donne e a gli uomini di un comparto che, più d’ogni altro, stanno pagando una crisi senza precedenti”.
“Chi ha potere di intervenire – ha sostenuto il vicesindaco metropolitano – e mi riferisco alla Regione ed alle Asp, proceda velocemente con le vaccinazioni senza indugiare ulteriormente. Sono di oggi, infatti, i dati che fanno vergognare: la Calabria è ultima in termini di numeri sulla somministrazione del siero anti-Covid. Dunque, vogliamo sapere quale sia il piano di vaccinazione e, al tempo stesso, entrare in possesso di dati trasparenti e chiari da poter comunicare ai cittadini e alle imprese”.
“La protesta di questa mattina – ha affermato Neri – è solo la punta dell’iceberg. Oggi ci carichiamo sulle spalle responsabilità che, da un punto di vista legislativo, non abbiamo. Politicamente, però, ci sentiamo di essere in mezzo a chi manifesta per evitare che la disperazione possa irrimediabilmente prendere il sopravvento”.














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