“Un’esplosione di colori ha illuminato l’altopiano antartico”. Con queste parole, Marco Buttu, ingegnere elettronico e ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) in missione in Antartide presso la Stazione Concordia, per la 36ª spedizione “ItaliAntartide” del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), descrive la splendida foto che vedete in alto, che rappresenta una spettacolare Aurora Australe.
“La macchina fotografica non ha gradito i -81°C windchill, nonostante abbia sperimentato ben peggio, e dopo 10 minuti ha smesso di funzionare. Fortunatamente sono riuscito a scattare questa foto”, ha scritto Buttu in un post su Facebook. “Per quanto riguarda la vita in base, ci prepariamo ad affrontare la lunga notte, ormai alle porte. Il sole tramonterà tra due settimane, poi lo rivedremo ad agosto, dopo 97 giorni di cielo stellato”, spiega il ricercatore.
Solitamente, le aurore danzano nel cielo quando molte particelle ad alta energia provenienti dal sole (chiamate vento solare) raggiungono la Terra. Le luci colorate dell’aurora derivano dalle collisioni tra le particelle elettricamente cariche del sole e i gas nell’atmosfera terrestre, come azoto e ossigeno. Il campo magnetico della Terra solitamente devia queste particelle cariche provenienti dal sole, ma il campo è più debole ai poli del pianeta. Quindi, alcune particelle riescono ad attraversarlo, producendo le Aurore Boreali vicino al Polo Nord e le Aurore Australi vicino al Polo Sud.


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