Proprio al centro della Colombia si trova Caño Cristales, il fiume arcobaleno. I visitatori che si avventurano sulle sue sponde vivono la surreale esperienza di trovarsi davanti a uno spettacolo che trasporta su altri pianeti o tra le pagine di un racconto fantasy. Tuttavia, le accese e variopinte sfaccettature di colori che traspaiono dalle acque cristalline sono semplicemente frutto della straordinaria opera natura.
Caño Cristales
Questo fiume è conosciuto in tutto il mondo per i colori dalle mille sfumature della vegetazione che traspare dalle acque e che gli conferiscono il vero e proprio aspetto di un “arcobaleno liquido”, l’altro nome con il quale è conosciuto.
Anche la rivista Forbes lo considera il fiume più bello del pianeta perché l’esplosione di colori degna di un quadro impressionista lo rende talmente suggestivo da farlo somigliare alla descrizione fatta in un racconto fantasy che narra di una terra di magie.
Il fiume si chiama Caño e non Rio perché non è molto largo, ha, infatti, una larghezza massima di circa 20 metri e una lunghezza di poco più di 100 chilometri che lo portano a rappresentare un crocevia tra la natura dell’Amazzonia, quella delle Ande e quella della regione dell’Orinoco.

Paradiso degli ornitologi e degli amanti del birdwatching il fiume offre l’opportunità di osservare oltre 500 specie di uccelli, tra i quali si annovera il rarissimo tinamo zampegrigie.
Tra le montagne che lo circondano gli appassionati di botanica possono anch’essi perdersi nell’ammirazione di oltre 50 varietà di orchidee.
Come nascono i colori di Caño Cristales
Il principale degli elementi naturali a mescolarsi con i colori della sabbia del Caño Cristales è un’alga, la Macarenia clavigera, che durante la stagione delle piogge assume una tonalità sgargiante di rosso. Queste piante rosse (ma anche rosa brillante) aderiscono saldamente alle rocce nei punti in cui il fiume ha una corrente più rapida regalando cromie che si intrecciano tra le rocce nere risalenti addirittura a oltre 1 milione di anni fa.
Col tempo altri frammenti di roccia dura cadono nelle cavità già presenti e ruotando grazie alla corrente d’acqua, continuano a inciderne la parete, aumentando le dimensioni del pozzo.
Il pericolo che corre il fiume arcobaleno
La zona risulta, inoltre, appetibile per le compagnie petrolifere come la Hupecol, una filiale colombiana di un’azienda texana, che ha iniziato a condurre studi sismici su un’area di circa 68 chilometri proprio a partire da Caño Cristales, alla ricerca dell’oro nero.
Un ruolo sembra avere anche il turismo che rischia di compromettere l’equilibrio naturale del fiume. Questo paradiso terrestre è, infatti, rimasto sconosciuto per molto tempo poiché solo dopo l’accordo di pace con le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), il territorio è stato liberato, diventando presto una delle mete turistiche più apprezzate del paese.
Visitare Caño Cristales
È sempre necessario prendere una guida autorizzata o approfittare di un tour organizzato per poter entrare nel Parque Nacional Natural Sierra ed è solo possibile avvicinarsi alla riva per scattare le foto, poiché è severamente vietato fare il bagno in questo fiume, sia per preservare la Macarenia clavigera, sia perché sarebbe pericoloso per i turisti. Nei pressi del fiume, infatti, vivono specie animali pericolose come i grandi felini o i coccodrilli, il percorso non è segnalato e il segnale del telefono cellulare è inesistente.
Presso La Macarena, che costituisce la base di appoggio dei visitatori, le serate sono allietate dalla musica folk dei gruppi joropo. La cultura Llanera (de Los Llanos, la regione pianeggiante vicino a La Macarena), poi, comprende danze e musiche tipiche, una cucina eccellente, con specialità quali la carne o la LLanera, molto tenera, cotta lentamente allo spiedo, e dal sapore un po’ affumicato spesso servita con papas e yucca.