Coronavirus, Draghi e Speranza seguono il “modello Santelli”: dal 26 aprile riaprono tutte le attività all’aperto, “fuori da casa e uffici il contagio è molto difficile”

Una conferenza stampa, quella di oggi con Draghi e Speranza, che mostra spiragli di ritrovata libertà ma che fa sorgere un quesito: aveva ragione Iole Santelli?

Esattamente un anno fa, in Calabria, Iole Santelli aveva preso una decisione per la quale era stata attaccata da più parti: in contrasto con le direttive governative aveva deciso di autorizzare numerose attività, soprattutto di ristorazione, a riaprire. Laddove clima e spazi lo consentono, aveva spiegato la compianta presidente della Regione Calabria, è giusto riaprire per dar modo agli esercenti di riprendere a lavorare, visto che il contagio all’aperto è un’eventualità assai remota. Detrattori e non avevano avversato la decisione della Santelli, profetizzando chissà quali catastrofi quando iniziarono a circolare le prime foto con i tavoli dei dehors dei locali tutti occupati. Catastrofi che in Calabria non si sono mai verificate.

Ebbene oggi il premier Mario Draghi, al motto di “Si può guardare al futuro con prudente ottimismo e fiducia“, ha preso le medesime decisioni che Iole Santelli prese un anno fa nello stesso periodo. Con l’appoggio incondizionato del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il governo sulle aperture oggi ha preso “un rischio ragionato, un rischio fondato sui dati che sono in miglioramento”, ha dichiarato Draghi confermando che la cabina di regia “anticipa al 26 di questo mese l’introduzione della zona gialla, ma con un cambiamento rispetto al passato, nel senso che si da’ precedenza all’attività all’aperto, anche la ristorazione a pranzo a cena e alle scuole tutte, che riaprono completamente in presenza nelle zone gialla e arancione mentre in rosso vi sono modalità che suddividono in parte in presenza e in parte a distanza”“Questo rischio che incontra le aspettative dei cittadini si fonda su una premessa: che i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti, nelle realtà riaperte. Draghi ha auspicato per questo l’attenzione delle istituzioni e forze dell’ordine: “In questo modo il rischio si trasforma in opportunità“.

speranza conferenza stampaCome ha spiegato nel corso della conferenza stampa lo stesso ministro Speranza, nei luoghi all’aperto ci si contagia più difficilmente, “e questo principio lo applicheremo soprattutto nell’ambito della ristorazione“. Speranza ha chiarito che le previsioni ci dicono “che la prossima settimana avremo un valore Rt sotto quota 0,80“. “Il primo luogo in cui investiremo il piccolo tesoretto accumulato è la scuola. Tutto il governo ritiene la scuola un’architrave fondamentale della nostra società. Poi in maniera graduale ulteriori attività economiche e sociali”, ha precisato ancora il Ministro.

L’auspicio è che “con l’andare delle settimane si possa programmare un piano di ulteriori aperture anche per attività che non si svolgono all’aperto. Questo è un messaggio di ragionata fiducia“, ha precisato Speranza.

La prima data chiave è il 26 di aprile, quando ripristiniamo le zone gialle, investendo sugli spazi aperti. Poi c’è una road map che ci accompagnerà e che monitoreremo passo dopo passo“, ha sottolineato Speranza elencando le date fissate: “Dal 15 di maggio le piscine all’aperto, per esempio; dal 1 giugno le attività connesse alle palestre. Dal 1 luglio le attività di natura fieristica, ci sono fiere importanti a luglio nel nostro Paese. E’ un percorso che ci consente di gestire una fase di transizione. Non sarebbe corretto indicare un giorno x in cui da un tratto scompare qualsiasi misura – ha chiarito – serve un percorso di gradualità che ci consentirà di monitorare l’andamento”.

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