Monsignori in giro di notte a Roma violano il coprifuoco, controllati dai carabinieri: “Basta rientrare all’alba”

"Mi sembra oltremodo fuori luogo e pericoloso che vi siano rientri in Casa alle 0,30, 2.00 e 2.15 di notte", ha avvertito il responsabile della Domus Sanctae Marthae

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Controlli di routine dei carabinieri, quelli che ormai da tempo vengono effettuati ogni notte dopo le 22 per appurare che venga rispettato il coprifuoco, hanno colto in flagrante due monsignori, in Vaticano, che non riuscendo a dormire di notte stavano rientrando più tardi del consentito. Si tratta di alcuni sacerdoti che vivono nella Casa del clero di via della Scrofa, ovvero la medesima utilizzata papa Francesco prima di entrare nel conclave, nel 2013.

Mentre rientravano i due sono stati fermati dalle forze dell’ordine, alle quali hanno dovuto dimostrare di essere fuori per motivi di servizio, presentando autocertificazione. Quest’ultima, però, necessitava della conferma del responsabile della Casa del Clero Paolo VI, ovvero monsignor Paolo Ricca, lo stesso prelato che per conto di Papa Francesco dirige altre tre strutture vaticane in cui vivono seminaristi, sacerdoti, teologi, ex nunzi in pensione: a Via dell’Erba, vicino al Vaticano, a Via della Traspontina e la Casa Santa Marta. Ebbene a quanto pare monsignor Ricca, che vive proprio nella struttura di via della Scrofa, si sarebbe dovuto svegliare nel cuore della notte un paio di volte per dare conferma alle forze dell’ordine che i monsignori risiedevano  nella struttura, ovvero in zona extraterritoriale.

Episodi spiacevoli, che hanno costretto il direttore a scrivere una nota interna affissa in bacheca, chiedendo di rispettare le misure del governo. “Pur essendo spiacevole, sono costretto a richiamare ai Reverendi Ospiti la necessità di rispettare coscienziosamente il coprifuoco imposto dalle Autorità Statali”. Recita l’avviso diramato ieri agli ospiti di Casa Santa Marta da monsignor Battista Ricca. “Mi sembra oltremodo fuori luogo e pericoloso che vi siano rientri in Casa alle 0,30, 2.00 e 2.15 di notte”, avverte il responsabile della Domus Sanctae Marthae, dove alloggiano di norma prelati di Curia o altri, compresi cardinali e vescovi, in visita a Roma. “Il sottoscritto – prosegue mons. Ricca –, pur essendo molto disponibile, non e’ tenuto ad alzarsi in piena notte per soccorrere qualche confratello incappato nei rigori delle Forze dell’Ordine”. “Pertanto – conclude -, a chi capita, spetterà l’onere di dimostrare chi sono, che cosa facevano in giro in piena notte o verso l’alba”.