E’ in corso stamani la riunione delle Regioni che dovrà approvare le linee guida messe a punto dai tecnici dei territori per definire le riaperture delle prossime settimane, che in base alle ultime indicazioni potrebbero scattare in anticipo, già dalla prossima settimana, a partire da Lunedì 19 Aprile. Il partito che più di tutti sta spingendo per le riaperture “intelligenti“, cioè considerate in sicurezza rispetto alla situazione epidemiologica, è Forza Italia che con il Centrodestra governa 14 Regioni su 20 e ha un peso importante negli equilibri della maggioranza del governo Draghi. “Chiediamo a partire dalla prossima settimana la riapertura in sicurezza, a partire dai luoghi aperti” ha detto Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, nel corso di una conferenza stampa del partito, sul tema delle riaperture. “Possono riaprire cinema e teatri all’aperto“, dice ancora l’azzurra, apprezzando il via libera della Uefa agli stadi aperti al pubblico “in massima sicurezza“.
“Al ministro Speranza diremo che lo stimiamo per la serietà ma che il Conte bis è definitivamente tramontato e la presenza di Forza Italia con la Lega al Governo deve rappresentare un cambio di passo anche sulle riaperture” ha aggiunto Roberto Occhiuto, presidente dei deputati di Forza Italia. “Si dia la possibilità agli italiani di lavorare, perché il tempo dei soli ristori è finito. Avevamo chiesto un tagliando all’ultimo decreto Covid. Bene, questa verifica ci sarà nelle prossime ore e il governo valuterà se e come riaprire alcune attività. Secondo noi ci sono le condizioni per riaprire, in tutta sicurezza, prima della fine di aprile, iniziando da tutte le attività che possono operare all’aperto, come ad esempio i ristoranti e i bar. Poi chiediamo di posticipare il coprifuoco almeno alle 23, di far lavorare il settore del wedding, con eventi all’aperto, e di far ripartire con protocolli precisi anche gli ambulanti, i mercati all’aperto, le attività sportive all’aperto e quelle che si possono svolgere, in sicurezza, all’interno. Oggi presentiamo le nostre proposte per le riaperture, le abbiamo offerte ai nostri ministri, che stanno svolgendo un lavoro straordinario all’interno del governo. Con Draghi c’è stato un positivo cambio di passo sui vaccini, sui risarcimenti veloci alle categorie colpite dalla pandemia: adesso occorre discontinuità anche sulle riaperture, perchè solo se riparte l’economia, riparte il Paese“, ha concluso.
“Tre punti per noi hanno rappresentato il cambio di passo del governo Draghi: il piano vaccini, gli scostamenti di bilancio, la riapertura intelligente. Noi siamo per riaperture graduali, cominciando dall’aperto: pensiamo alle attività di ristorazione, ai bar, allo sport, al turismo in generale“. Lo ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, nel corso della conferenza stampa “Forza Italia presenta il suo piano per le riaperture”, presso la sede nazionale del partito, a Roma. Sulla campagna di vaccinazione “i risultati già ci sono – ha aggiunto l’esponente di FI -, sosteniamo con convinzione la guida di Draghi. Siamo soddisfatti del generale Figliuolo che sosteniamo rispetto ad alcune Regioni, come la Campania, che pensano ad una politica ‘fai da te’. Siamo. Poi, siamo soddisfatti degli scostamenti di bilancio che sta decidendo il governo, da 40 miliardi di euro. Le risorse vanno nella giusta direzione. Se la pandemia non sarà sconfitta, dovremo provvedere ad altri scostamenti di bilancio“. “Dal 20 aprile in poi puo’ ricominciare la stagione delle riaperture“, ha aggiunto Tajani nella conferenza stampa sul piano di FI per le riaperture. E ha precisato: “Fin dall’inizio abbiamo detto che il governo deve fare una verifica (dei contagi, ndr) entro il 20 aprile per decidere dove far ripartire le attività dove si può. Dove si è in zona gialla, bisogna far ripartire subito le attivita’: se il 20 si può ripartire in alcune zone, il 21 già partano le attività all’aperto“. Ha aggiunto un’altra data considerata importante: “Entro luglio l’80% degli italiani siano vaccinati almeno con la prima dose, per poter riaprire almeno come è stato fatto la scorsa estate“.
La battaglia di Forza Italia ricorda quella di un suo esponente di spicco come Jole Santelli che, pochi mesi prima di morire, proprio alla fine di aprile dello scorso anno aveva deciso di riaprire nella sua Calabria, di cui era Governatore, tutti i locali che avevano tavolini all’aperto. Dopo quindici giorni il contagio era ulteriormente crollato, nonostante le aperture di bar e locali della ristorazione con un mese d’anticipo rispetto al resto d’Italia.
I protocolli per le riaperture delle palestre, “anche in zona rossa”
Le palestre possono restare aperte “anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio” purché rispettino regole, distanziamento e integrino le norme “con strategie di screening periodico del personale non vaccinato“. E’ quanto sostengono le Regioni, nelle linee guida sulle riaperture che oggi sottoporranno al governo. Nel documento, visionato dall’Adnkronos, tra le altre cose si prevede per le palestre di “redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5°C“. “Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando l’accesso agli stessi. Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: o almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, o almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa)“.
I protocolli per le riaperture delle piscine
In piscina solo con almeno 7 metri quadrati d’acqua a disposizione per nuotatore. E’ quanto indicano le linee guida stilate dalle Regioni in vista delle riaperture che, nelle prossime ore, saranno sottoposte al vaglio del governo. Nel ‘capitolo’ dedicato alle piscine è scritto infatti che “la densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Per le aree solarium e verdi – si legge poi nel documento visionato dall’Adnkronos – assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 m2 per ogni ombrellone; tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 m. Il gestore pertanto è tenuto, in ragione delle aree a disposizione, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto in base agli indici sopra riportati”. Vi sono poi tutta una serie di regole per garantire riaperture in sicurezza delle piscine, tra queste la raccomandazione a “privilegiare l’accesso agli impianti tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni; Organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 2 metri (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere); tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali“.
I protocolli per pizzerie, ristoranti e locali della ristorazione: aperti anche a cena
Riguardano sia il pranzo sia la cena le linee guida stilate dalle Regioni con le raccomandazioni per la riapertura in sicurezza dei ristoranti che oggi saranno sottoposte al governo e che l’Adnkronos ha potuto visionare. ”Le misure”, si legge nella bozza, ”se rispettate, possono consentire lo svolgimento sia del servizio del pranzo, che della cena”. Inoltre, si sottolinea nel documento, le misure ”possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purché integrate con strategie di screening periodico del personale non vaccinato”. Le linee guida, si precisa nella bozza, si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande come ”ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie” anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali e per l’attività di catering”. Sì ai ristoranti aperti anche alla sera, attenendosi alle regole. Tra quelle stilate dalle Regioni, che oggi le sottoporranno al governo in vista delle riaperture, ci sono anche le distanze tra clienti per tornare nei bistrot, nelle osterie e in trattoria. Occorre privilegiare le prenotazioni, raccomandano le Regioni nelle linee guida visionate dall’Adnkronos, e “disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors)“. “Per la consumazione al banco assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 2 metri tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale“. E’ quanto si legge nelle linee guida stilate dalle Regioni in vista delle riaperture, una bozza messa a punto da un gruppo tecnico ristretto e che oggi verranno sottoposte al governo.
Privilegiare la ”prenotazione” e usare la mascherina se ci si alza. E’ una delle raccomandazioni contenute nella bozza con le linee guida stilate dalle Regioni per le riaperture dei ristoranti, visionate dall’Adnkronos, che oggi saranno sottoposte al governo. ”Privilegiare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni – si legge nella bozza – In queste attività non possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere”. Inoltre si sottolinea che i ”clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo”, come la scorsa estate.
”La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose”. E’ una delle raccomandazioni contenute nella bozza con linee guida per le riaperture stilate dalle Regioni che oggi sarà sottoposta al governo e che l’Adnkronos ha potuto visionare. ”In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali – si sottolinea nella bozza – dovranno essere altresì valutate idonee misure, come segnaletica a terra, barriere, per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet”.
I protocolli per i bar: ok ai giornali e alle carte
Si torna a giocare a carte nei bar e a sfogliare i giornali seduti ai tavolini. Questo almeno stando a quanto previsto dalle linee guida stilate dalle Regioni in vista dell’incontro col governo, sull’orizzonte le riaperture. “È consentita la messa a disposizione, possibilmente in più copie, di riviste, quotidiani e materiale informativo a favore dell’utenza per un uso comune, da consultare previa igienizzazione delle mani“, si legge infatti nella bozza visionata dall’Adnkronos. “Sono consentite le attività ludiche che prevedono l’utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione (quali ad esempio carte da gioco), purché siano rigorosamente rispettate le seguenti indicazioni: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro sia tra giocatori dello stesso tavolo sia tra tavoli adiacenti. Nel caso di utilizzo di carte da gioco è consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi“.
I protocolli per cinema e teatri
Almeno un metro di distanza – frontale o laterale – tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla. E’ quanto prevede la Bozza delle linee guida per la riapertura delle attività, che le Regioni sottoporranno a Governo e Cts. Dalla misure sul distanziamento sarebbero esclusi familiari e conviventi. Le misure per i cinema e i teatri ”se rispettate, possono consentire il mantenimento dell’attività anche in scenari epidemiologici definiti a basso-medio-alto rischio purché integrate con test degli utenti al momento dell’accesso o con l’obbligo di acquisire l’evidenza di un test negativo nelle ultime 48 ore o del completamento del ciclo vaccinale”. E’ quanto si legge nella bozza contenente le linee guida stilate dalle Regioni per le riaperture, visionate dall’Adnkronos, che oggi saranno sottoposte al governo. In particolare le misure ”si applicano a sale cinematografiche, teatri, circhi, teatri tenda, arene e spettacoli in genere, anche viaggianti”. Per quanto riguarda i posti a sedere (comprese, se consentite, postazioni prive di una seduta fisica vera e propria) dovranno prevedere un distanziamento minimo, tra uno spettatore e l’altro, sia frontalmente che lateralmente, di almeno un metro” e di ”almeno due metri se si consente di stare seduti senza mascherina”. Questa misura non vale, si sottolinea nel documento, ”per i nuclei familiari, i conviventi e le persone che in base alle disposizioni vigenti non sono soggette al distanziamento interpersonale (detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale)”.
I protocolli per la riapertura di Terme e Spa
“Le presenti indicazioni si applicanoalle strutture termali e ai centri benessere, anche inseriti all’interno distrutture ricettive, e alle diverse attività praticabili in tali strutture(collettive e individuali) quali: fangoterapia, fango-balneoterapia,balneoterapia (vasca singola o piscina), irrigazioni vaginali, cicli di curadella sordità rinogena (insufflazioni), prestazioni idrotermali rivolte apazienti affetti da vasculopatie periferiche, cure inalatorie (inalazioni,nebulizzazioni, aerosol, humages), terapia idropinica, cicli di cura dellariabilitazione neuromotoria e della rieducazione motoria del motuleso e dellariabilitazione della funzione respiratoria, prestazioni di antroterapia (grottee stufe)“. E’ quanto si legge nella bozza che le Regioni hanno inviato al governo e al Cts e che LaPresse ha avuto modo di visionare.


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