Riaperture e coprifuoco: al ristorante fino alle 22 e poi rientro a casa? E’ lite anche dentro il Governo

Riaperture e coprifuoco: una circolare del Viminale ha ribadito che il rientro a casa deve avvenire comunque entro le 22

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Dopo oltre un mese con l’Italia tutta arancione o rossa, tornano le zone gialle. Fermo restando che in tutto il Paese rimane obbligatorio il distanziamento interpersonale e l’utilizzo della mascherina anche all’aperto (salvo per i bambini al di sotto dei 6 anni e per chi fa attività sportiva), nella zona gialla sono sempre consentiti gli spostamenti in entrata e in uscita dal territorio, e da lunedì è previsto anche via libera a ristoranti bar, pub, gelaterie, pasticcerie con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto nella fascia oraria dalle 5 alle 22, nel rispetto dei protocolli di sicurezza: in particolare e in merito, una circolare del Viminale ha ribadito che il rientro a casa deve avvenire comunque entro le 22.
Le nuove disposizioni, oltre alle cosiddette “riaperture”, riguardano sostanzialmente la mobilità tra aree territoriali connotate da un differente scenario di rischio sanitario, cui si connette l’introduzione di un sistema certificativo comprovante l’assenza di patologie derivanti dagli agenti virali trasmissibili da SARS-CoV 2, nonché il riavvio delle attività scolastiche in presenza“. “Si evidenzia come il decreto-legge, all’art. 1, comma 1, proroghi dal 1° maggio al 31 luglio 2021 la vigenza delle disposizioni di cui al d.P.C.M. del 2 marzo 2021, confermandone l’efficacia ove il medesimo decreto-legge non rechi una diversa o contraria disposizione, compresa la permanenza del limite orario agli spostamenti che resta fissato nella fascia oraria 22,00 — 5,00,” si legge nella circolare diramata ieri, 24 aprile.

Quest’ultima precisazione è da evidenziare in particolare in riferimento ad alcune dichiarazioni del Ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini: in un’intervista al quotidiano Il Messaggero ha infatti affermato che “chi va a cena fuori può stare tranquillamente seduto al tavolo fino alle 22 e poi, una volta uscito dal locale, far ritorno a casa senza alcun rischio di ricevere sanzioni“.
Fermo restando dunque quanto messo per iscritto dal Viminale nella circolare inviata a prefetti e questori non si può certo dare per scontato che si possa violare il coprifuoco alle 22, sperando di poter mostrare lo scontrino del ristorante alle forze dell’ordine. La norma impone che non si possa stare fuori dalla propria abitazione e dunque è possibile ci sia tolleranza per casi particolari, ma la circolare del Viminale esclude che si tratti di una regola, tanto che si sollecitano controlli proprio nei luoghi della movida e all’uscita dei locali.

Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, rispondendo al Ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, ha chiarito: “Sono tra quelli che auspicavano il coprifuoco alle 23 ma la cabina di regia, dove siedono i rappresentanti di tutti i partiti, ha deciso per le 22. La legge e la circolare del Viminale è chiara e prevede il ritorno a casa alle 22 anche per chi cena all’aperto. Evitiamo pertanto interpretazioni personali che possono ingenerare confusione tra i cittadini e mettere in difficoltà le forze dell’ordine“. “Se c’è qualcosa da dire sugli aspetti di sicurezza non è il caso lo faccia il Ministro degli Affari regionali. In Italia l’unica voce credibile e autorità competente in questo senso è quella del Ministro dell’Interno,” ha concluso Sibilia.

A questo punto però, bisognerebbe ulteriormente chiarire se i locali possono davvero stare aperti fino alle 22, come prevede il decreto, o se le persone non possano tornare a casa dopo le 22, come previsto dalla circolare del Viminale. Già oggi, infatti, c’è molta elasticità e da mesi chi – ad esempio – ritira le pizze o il cibo da asporto entro le 22, e fino alle 22, può tranquillamente fare ritorno nella propria abitazione nei minuti successivi (ovviamente!). Insomma, la politica discute di quisquilie e anche i cittadini, provati da un anno abbondante di sacrifici, si interrogano su questioni ampiamente superate dalla semplice logica di base e dal buon senso.

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