Risorse idriche: up and down lungo la penisola, ANBI spiega perché “servono nuovi invasi”

Risorse idriche, ANBI: "Nonostante le piogge, si accentua il regime torrentizio dei principali fiumi italiani"

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Nonostante le piogge, si accentua il regime torrentizio dei principali fiumi italiani: è ancora una volta l’Emilia Romagna a ben fotografare la situazione con tutti i corsi d’acqua abbondantemente sotto media, ma addirittura le portate di Enza e Secchia (rispettivamente mc/sec 3,7 e 4,2) precipitate sotto al minimo storico mensile dopo la ripresa della scorsa settimana. Sono in calo, questa settimana, anche i fiumi veneti, pur rimanendo su portate confortanti. Interessante è notare come tra l’11 ed il 13 Aprile scorsi siano caduti, sulla regione, 73 millimetri di pioggia (punte di oltre 100 millimetri nel Veneto Orientale), pari al 78% di quanto mediamente registrato in anni recenti durante l’intero mese. Ciò fa seguito ai soli 8 millimetri di pioggia caduti a Marzo (-88%) e che hanno causato punte di “siccità severa” nel Veronese occidentale, nella parte centro-meridionale del Vicentino e nella parte sud della provincia di Venezia. In virtù delle abbondanti nevicate d’inizio inverno, le riserve di neve hanno registrato valori al di sopra della media, così come registrato nei livelli delle falde acquifere, grazie anche alle precipitazioni di Ottobre“: lo rende noto l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
Il perdurare di condizioni meteo altalenanti in una stagione, in cui l’aumento delle temperature causa lo scioglimento delle nevi, comporta la dispersione a mare di un’alta quantità d’acqua dolce, che rimpiangeremo in caso di periodi siccitosi” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
Per quanto riguarda le portate del fiume Po, prosegue ANBI, “nonostante le piogge, che hanno ristorato le campagne, confermano un -30% rispetto alla media del periodo. Tutti i grandi laghi settentrionali sono in calo con il solo Garda sopra la media del periodo; la disponibilità idrica nelle dighe montane vede ora i bacini “scarichi” (invasato il 20% della capacità) in attesa della fusione del manto nevoso, ancora abbondante sull’arco alpino. Particolare attenzione deve essere dedicata agli equilibri idrici nei sottobacini, che hanno mostrato una manifesta aridità anche negli anni recenti: Val Trebbia nel piacentino, area di Boretto nel reggiano ed alcune zone del bolognese (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po).
Restando al Nord, i fiumi piemontesi sono in calo con piogge, che si sono concentrate solo sui rilievi delle Alpi Graie e Cozie, nella parte occidentale della regione e sulle Alpi Marittime nel cuneese. In Valle d’Aosta, pur rimanendo abbondantemente al di sopra della media, anche la Dora Baltea è in calo, mentre resta costante il torrente Lys; cala fortemente, invece, il fiume Adda in Lombardia (in una settimana da 134 metri cubi al secondo a mc/sec. 88), scendendo sotto i livelli dello scorso anno.
I bacini delle Marche restano stabilmente inferiori ai livelli del recente quinquennio, diversamente dai laghi del Lazio, che hanno beneficiato delle abbondanti piogge (in una settimana sono caduti circa 90 millimetri sul bacino del lago di Nemi, mentre il lago di Bracciano segna addirittura +31 centimetri sul livello di un anno fa); nella stessa regione, le portate dei fiumi Sacco e Liri-Garigliano sono superiori agli anni scorsi, mentre il Tevere resta sui livelli precedenti.
Un altro esempio dell’instabilità meteo, che si sta registrando sull’Italia, arriva dall’Umbria dove, nel mese di Marzo sono caduti mm.19,7 di pioggia, confermando l’andamento altalenante registrato negli anni recenti (2020: mm.65,87; 2019: mm.15,8; 2018: mm.191,13; 2017. mm.52,73)“.
Di fronte a questi dati è evidente la necessità di un Piano Nazionale Invasi, perlopiù medio-piccoli, per dotare il territorio delle necessarie infrastrutture atte a garantire le risorse idriche necessarie alle produzioni agricole ed all’equilibrio ambientale – ricorda Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Un esempio virtuoso arriva dal bacino del Maroggia, che risponde con la migliore performance del triennio (invasati 4,46 milioni di metri cubi) ad un lago Trasimeno con altezza idrometrica quasi dimezzata rispetto alla media storica.
Per i fiumi della Campania, infine, “si registrano, rispetto alla scorsa settimana, livelli idrometrici diversificati: il Sele ed il Garigliano sono in aumento, mentre il Volturno appare nel complesso stazionario. Non ci sono novità per il lago di Conza della Campania, mentre gli invasi del Cilento si segnalano in lieve calo.
Continuano infine a crescere i bacini artificiali della Basilicata (quasi 2 milioni di metri cubi d’acqua in più), beneficiando di un discreto apporto pluviometrico, mentre restano fermi sui valori della scorsa settimana gli invasi pugliesi“.