Quella narrata da Mary Shelley e raccontata sullo schermo da Kenneth Branagh nel 1994 nel film Frankenstein, e interpretato da Robert de Niro ed Helena Bonham Carter, è una delle storie più iconiche di tutti i tempi che non avrebbe avuto modo di essere narrata se l’uomo non avesse scoperto tutti i segreti del fulmine.
Da cosa nascono i fulmini? Quali sono le forze che sprigionano? Quali tipologie di fulmini distinguono i meteorologi? Quali segreti dobbiamo ancora carpire da questi fenomeni naturali?
La trama del film Frankenstein

Le memorie di Frankenstein partono da circa dieci anni prima quando lo scienziato era un giovane spensierato che risiedeva a Ginevra in compagnia di una famiglia amorevole e della sorella adottiva Elizabeth. La tragica e prematura morte della madre fa convogliare tutte le ricerche di Victor verso il segreto della vita e su come questa potesse essere data ad un altro organismo.
Attraverso le ricerche e gli studi compiuti presso Ingolstadt e soprattutto dopo aver visto gli esperimenti compiuti da un suo professore sulla zampa di un orangutan, Victor si convince che la soluzione alla questione che lo assilla sia l’elettricità.
Victor recupera il corpo di un condannato a morte per impiccagione per aver assassinato proprio il professore del giovane ricercatore e ricompone il corpo assemblando parti provenienti da altri cadaveri. Poi si procura liquido amniotico da donne incinte e convogliando la forza di un fulmine in un sofisticata apparecchiatura che ha messo a punto nel suo laboratorio, dà la vita a un informe mostro.
Il giovane scienziato, abbacinato dalla speranza di non rivivere più l’orrore della morte di un proprio caro non aveva calcolato le conseguenze della sua azione, non valutando che la creatura che aveva generato potesse essere solo un abominio. Victor fugge via dal mostro e ritorna malato a Ginevra tra le braccia di Elizabeth che aveva tempo prima chiesto in sposa.
La vita di Frankenstein sembra tornata alla tranquillità mentre quella del mostro di Frankenstein si svolge in un bosco presso il quale aveva trovato rifugio. Qui questi si trova in possesso del diario del suo creatore e dopo aver imparato a leggere, apprende con sommo orrore le circostanze che hanno portato alla sua nascita.
Nel frattempo, la creatura si era nascosta nella stalla di una casa rurale di contadini che vivevano in gravi difficoltà economiche e di nascosto aveva deciso di aiutare con lavori manuali la famiglia ignara della sua presenza. L’anziano padre di famiglia, ormai cieco scopre la sua presenza e invece di scacciarlo individua in lui il loro benefattore e lo rassicura sull’accoglienza dei propri familiari. Tuttavia, nel momento stesso in cui rientrano e scoprono il volto mostruoso della creatura di Frankenstein lo scacciano senza alcuna remora.
Il mostro di Frankenstein comprende che quel destino infausto è dovuto al fatto di essere stato solo l’oggetto del genio folle di un ambizioso e si prepara a dare la caccia al suo creatore. Dopo averlo rintracciato la vendetta prende la forma dell’omicidio poiché ne uccide il piccolo fratellino.
Dell’assassinio viene accusata la governante della casa che viene impiccata sommariamente e ingiustamente dalla folla inferocita.
Dopo questo episodio il mostro si rivela a Frankenstein e lo incontra sulle montagne. Lì palesa al suo creatore tutto il dolore e l’amore di cui è capace, ed esplicita la sua volontà di perdono che giungerà solamente se lo scienziato creerà per lui una compagna che gli sia eguale.
Victor accetta mosso da compassione e temendo per gli altri suoi familiari, ma quando il mostro porta lui proprio il cadavere della governante, si rifiuta di mantenere la propria parola. La creatura promette vendetta e giura che se non avrà la sua notte di nozze sarà presente durante quella dello scienziato.
Victor sposa Elizabeth e fugge credendo di scampare al mostro, ma proprio la prima notte dopo il loro matrimonio, il mostro strappa il cuore alla sua amata e la scaglia via avvolgendone il corpo nelle fiamme.
Folle di dolore Victor ancora una volta compone un nuovo essere deforme dal cadavere della sua amata unito a quello della governante, poi le ridà la vita tramite la stessa infernale macchina che aveva generato il suo primo mostro.
Ma quella che ritorna alla vita non è più la Elizabeth che lui aveva amato. Il mostro, intanto, giunge per prendere colei che egli considera la sua compagna e quando questa realizza di essere più simile al mostro che a Victor si uccide dandosi fuoco e gettandosi da una vetrata.
Al capitano non resta che restituire il corpo di Frankenstein al mostro che su una piattaforma di ghiaccio, in mezzo al mare del Nord, pone fine alla sua misera vita dandosi al rogo insieme a quello che riteneva suo padre in una lugubre e comune pira funebre.
Cosa sono i fulmini
Solo nel 1752, l’inventore americano Benjamin Franklin dimostrò che il fulmine è una scarica elettrica. Con un semplice esperimento nel corso di un temporale, fece salire un aquilone in cielo che, assorbendo umidità, divenne particolarmente conduttivo. Quando l’aquilone venne colpito da un fulmine, l’elettricità si propagò fino all’altra estremità della cordicella.
I fulmini sono, come aveva dimostrato Franklin, proprio scariche elettriche che si verificano nell’atmosfera, ad alta intensità di corrente.
La causa di queste scariche sono le differenze di potenziale elettrico.
Anche se molto raramente, possono generarsi fulmini anche durante le tempeste di sabbia e le bufere di neve, talvolta anche in nuvole di origine vulcanica, ma la maggior parte dei fulmini si originano per la presenza di cariche negative nelle parti più basse di una nube temporalesca, solitamente un cumulonembo, che ha un grande sviluppo verticale.
Ogni cellula è attiva per massimo 30 minuti e in questo lasso di tempo crea in media da due a tre fulmini al minuto.
Le nubi temporalesche si trovano generalmente ad un’altitudine di circa 8 o 10 chilometri, anche se il dato può variare a seconda delle condizioni climatiche e geografiche; in ogni caso le cariche negative alla base dei fulmini sono generate dall’interazione tra le particelle di acqua che salgono verso l’alto e i cristalli di ghiaccio che vengono trasportati verso il basso.
La temperatura dell’aria interessata dal passaggio di un fulmine, inoltre, raggiunge i 15.000 gradi centigradi nel punto di impatto. La lunghezza di un fulmine è generalmente di 2 o 3 chilometri ma può arrivare anche a 15 chilometri.
Il tuono è essenzialmente un’onda di pressione provocata dal fulmine che, a seconda della natura del fulmine stesso e della distanza dall’osservatore, può manifestarsi con le caratteristiche di un colpo secco e forte oppure come un rombo basso e prolungato.
Tipologie di fulmini
- i fulmini che si scatenano all’interno di una nube, i lampi;
- i fulmini che si trasmettono da una nuvola ad un’altra che sono le cosiddette scariche aeree;
- e i fulmini che si scaricano al suolo, e che costituiscono circa il 10% della totalità dei fulmini, ma sono quelli che rappresentano un pericolo per l’uomo.
I meteorologi a seconda dell’aspetto e delle principali caratteristiche dei fulmini, distinguono questi fenomeni in:
- fulmini a razzo: che sono una varietà di fulmine a linea in cui la scarica procede così lentamente da creare l’impressione visiva di un razzo che vola nel cielo e sono particolarmente rari;
fulmini globulari: si presentano come sfere luminose di un diametro variabile tra i 2 centimetri e i 10 metri e assumono diverse colorazioni come rosso, arancio, giallo, bianco e altri. La loro durata può protrarsi anche per alcuni minuti e possono essere statici oppure muoversi rapidamente zigzagando. Questi rappresentano la tipologia più misteriosa di fulmini e sono stati osservati solo sporadicamente lasciando gli studiosi nell’ignoto riguardo le cause fisiche che li generano;- fuochi di Sant’Elmo: sono queste delle scariche elettriche più o meno continue di piccola o moderata intensità che provengono da oggetti in posizione elevata posti sulla superficie terrestre e in presenza di materiali conduttori come parafulmini, alberi di navi ma anche da aeroplani in volo;
- fulmini a collana o a perla: che appaiono suddivisi in segmenti ad intervalli più o meno regolari sottoforma di ramificazione;
- fulmini superficiali: che hanno l’apparenza di lingue di fuoco che fuoriescono dall’orizzonte e sono generati da scariche elettriche non visibili direttamente dall’osservatore, che ne può però sentire il tuono.
Quando il tuono, invece, non risulta più udibile (a una distanza superiore a 15 chilometri) e appaiono come flash a ciel sereno si parla di lampi di calore.
Come vengono misurati i fulmini
Per molto tempo i parametri caratteristici dei fulmini sono stati analizzati utilizzando sistemi di rilevamento presenti a terra che ne misuravano sostanzialmente le onde radio; tali strumenti però evidenziavano un limite: quello di non riuscire a cogliere pienamente l’estensione superiore dei fulmini osservati.