La Tasmania fu avvistata per la prima volta nel 1642 ma popolata dagli occidentali solo a partire dagli inizi del XIX secolo, quando venne istituita una colonia penale dove venivano inviati i più pericolosi criminali britannici.
Oggi la Tasmania da prigione degli uomini si è trasformata in paradiso degli animali autoctoni come: l’echidna, il vombato, l’ornitorinco, il bandicoot e il più famoso di tutti il diavolo della Tasmania, salvato dall’estinzione proprio grazie alla tutela esercitata nei parchi nazionali dell’isola.
La scoperta e la storia della Tasmania

Cook racconta in uno dei suoi diari di bordo che Tasman non esplorò mai la terra scoperta poiché riteneva che questa fosse soltanto una penisola nel continente australe e anche perché l’unica volta che si avventurò oltre la linea di costa gli indigeni uccisero diversi tra i suoi uomini.
I terribili indigeni tasmani evidentemente di indole non accogliente scacciarono malamente anche il capitano francese Marc Joseph Marion du Fresne, che nel 1772 aveva condotto una spedizione nell’Oceano Indiano che aveva successivamente fatto rotta verso la Van Diemen’s Land. Questo atteggiamento lo indusse a battere in ritirata verso la Nuova Zelanda.
Il primo insediamento nacque sostanzialmente per evitare che i Francesi rivendicassero il dominio sull’isola e avvenne ad opera degli Inglesi nel 1803 quando venne stabilita una temibile colonia penale e i conquistatori diedero il via a una spietata caccia agli indigeni che furono sterminati nonostante il loro numero fosse di appena circa 5.000 individui.
Quando questo periodo di atrocità e miseria umana terminò, gli isolani per affrancarsi dal passato cambiarono il nome dell’isola da Van Diemen’s Land a Tasmania.
Le meraviglie naturalistiche della Tasmania
L’isola appare separata dall’Australia continentale da ben 300 chilometri, una distanza che nel corso delle ere geologiche ha consentito far nascere, crescere e mantenere in isolamento ecologico specie sia di flora che di fauna uniche al mondo.
Delle numerose meraviglie naturalistiche della Tasmania una delle specie vegetali più significative è il Pino di Huon, che è da considerarsi come l’albero più antico del pianeta. L’eucalipto australiano, invece, è nativo oltre che dell’Australia anche della Tasmania e gli esemplari qui presenti raggiungono dimensioni gigantesche che titaneggiano sulla natura insieme alle grandissime sequoie.
Qui alcune specie sono autoctone mentre altre sono state portate dall’uomo per proteggerle dal pericolo di estinzione: così è stato ad esempio per il diavolo della Tasmania che è stato introdotto a partire dal 2005. Tra gli animali più iconici della Tasmania il posto d’onore è occupato proprio dal diavolo della Tasmania e protetto proprio nel Maria Island National Park.
Il vombato, invece, è un piccolo marsupiale dalla coda e dalle zampe di piccole dimensioni, mentre tra gli altri animali endemici vi sono anche il wallaby collo rosso e l’oca di capo Barren.
Nel Tasman National Park viene ospitata una vasta selezione di animali marini e terrestri, tra i quali l’opossum dalla coda a spazzola, i pinguini, i delfini, le foche australiane e le balene che si trovano a solcare i mari della Tasmania quando migrano verso altri mari.
Tuttavia, il suo nome potrebbe anche riferirsi al colore arancio acceso dei licheni disposti sui massi di granito che circondano la baia.
Binalong Bay è la spiaggia principale della baia e con la sua sabbia bianca e le sue acque cristalline, è perfetta per chi ama nuotare o praticare snorkeling. La barriera corallina poi offre la possibilità di osservare un’incredibile biodiversità marina.
Nel nord del Paese, attraverso la strada conosciuta come Jacobs Ladder si accede al Ben Lomond National Park che si trova nell’entroterra e comprende un altopiano e alcune vette sulle quali è possibile praticare lo sci alpino.
Nel Mount Field National Park si trovano le spledide cascate Russel, all’interno di una foresta pluviale temperata che si trova a poco più di 70 chilometri da Hobart. L’area è anche famosa per via dell’ultimo esemplare di tilacino, ovvero del più grande marsupiale carnivoro, oggi purtroppo estinto, che venne catturato in questa regione nel 1933.