Meteo, temperature fino a -9°C e gelate in Veneto: colture devastate dal freddo, azzerata la produzione di kiwi nel Veronese [FOTO]

Meteo, le temperature molto basse non hanno lasciato scampo a tanti alberi da frutta in piena fioritura e alle orticole in Veneto: ciliegi e kiwi i più colpiti

  • Foto di Silvia Fiorin
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Il colpo di coda dell’inverno, arrivato dopo settimane di caldo che avevano favorito germogli e fiori, si è rivelato devastante per l’agricoltura italiana. Nella notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 aprile, il gelo ha portato temperature fino a -9°C al Centro-Nord. Nei campi di Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte la morsa del freddo ha stroncato ettari di frutteti, vigneti e piantagioni. I danni appaiono ingenti e si preannunciano di milioni con un taglio del 50-75% della produzione.

In gran parte del Veneto, nella notte tra 7 e 8 aprile, sono state registrate punte di -9°C in alcune zone, che non hanno lasciato scampo a tanti alberi da frutta in piena fioritura e alle orticole. Sono ciliegi e kiwi a fare maggiormente le spese di questa gelata, ma anche viti, fragole, pesche, albicocche, mele e pere (vedi foto della gallery scorrevole in alto). In provincia di Verona i danni più importanti, ma anche nel Padovano, nel Vicentino e nel Trevigiano sono state parecchie le segnalazioni degli agricoltori relative alle colture letteralmente devastate dal freddo.

La gelata terribile di stanotte è stata preceduta da giornate con temperature diurne elevate e questo ha stimolato le piante a germogliare. I risultati sono disastrosi. La produzione di kiwi è stata azzerata. Compromesse del 60-80% le produzioni di meli e peri e ancor più gravi danni ai peschi”, sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Verona. “Letteralmente lessati i turioni di asparagi che si dovevano raccogliere stamane e nei prossimi giorni. Zucchine e peperoni sotto tunnel colpiti per il 20%. Nei prossimi giorni si potrà fare con precisione la conta dei danni. Chi ha attivato l’impianto irriguo sui frutteti in funzione antigelo attende di conoscere l’impatto. Questi sono eventi atmosferici, come accade d’estate, repentini e di particolare violenza e catastroficità per le culture agricole e non solo”.

Gli strumenti assicurativi in relazione alle gravità del danno sono inadeguati a offrire un ristoro pari alla perdita subita. “Le gelate si contraddistinguono, in termine assicurativo di rimborso del sinistro, dal fatto che mentre per la grandine si ha una franchigia del 10%, le gelate sono al 30% – spiega Lavagnoli – Vale a dire che se ho il 50% di danno da gelata, riceverò un rimborso del 20%, mentre con la grandine avrò un rimborso del 40%. La gelata, quindi, vale la metà rispetto a un danno da grandine. È sempre più difficile fare il mestiere dell’agricoltore in queste condizioni, anche a fronte di investimenti di protezione delle colture sottratti ad altri obiettivi produttivi, in quanto gli eventi climatici trascinano con sé altre problematiche, come ad esempio il proliferare di insetti alieni e l’impossibilità di programmare le produzioni”.

E’ forte la preoccupazione per le gelate che stanno colpendo tutto il Veneto, in particolare nelle province di Verona, Padova e Vicenza dove le temperature hanno raggiunto punte mai viste in tutto l’inverno – sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto – L’entità del danno si potrà capire tra qualche giorno e ci si augura che sia contenuta, dato che il Veneto è la prima regione italiana per la viticoltura e tra le più importanti per l’agricoltura in generale. Da alcuni anni siamo alle prese con cambiamenti climatici che comportano tempeste, grandinate, gelate tardive e bruschi sbalzi di temperatura, facendo diventare sempre più difficile il mestiere dell’agricoltore e causando cali alla produzione e costi sempre più alti a carico delle aziende”.