Messina, si chiude una ferita lunga 113 anni: arrivano 100 milioni per il “risanamento”, addio alle baraccopoli post terremoto del 1908

Negli ultimi 113 anni lo Stato italiano sembra essersi dimenticato delle popolazioni colpite dal terremoto del 1908, solo ora Messina vede la luce in fondo al tunnel delle baraccopoli

Dopo il via libera di ieri della commissione Affari costituzionali del Senato all’emendamento del decreto Covid del ministro per il Sud, Mara Carfagna, che stanzia subito 100 milioni per le baraccopoli di Messina, la città siciliana ha iniziato a vedere la luce in fondo ad un tunnel lungo oltre un secolo. Per la precisione 113 anni, durante i quali lo Stato sembra essersi dimenticato delle popolazioni colpite dal terremoto del 1908, come fosse un evento cinematografico e non un dramma che vede strascichi sociali ed economici ancora oggi, nel 2021.

Foto di Massimo Percossi / Ansa

Ora, la proposta di modifica di Carfagna ha ricevuto la bollinatura della ragioneria dello Stato. E’ stato dunque approvato dalla commissione Affari costituzionali del Senato l’emendamento, proposto dal governo, riferito al decreto Covid che è ora all’esame del Senato e riguardante la riqualificazione delle aree delle cosiddette baraccapoli di Messina. Nell’emendamento, a prima firma della ministra per il Sud Mara Carfagna, è autorizzata la spesa complessiva di 100 milioni di euro per le operazioni (da dividersi in 3 anni) e con la corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Inoltre, prevede la nomina del prefetto di Messina a commissario straordinario per una durata dell’incarico fino a 12 mesi, da prorogarsi non oltre il 31 dicembre 2023. Entro 60 giorni dalla sua nomina, verrà indicata l’area delle baraccopoli in vista di sgombero e demolizione, oltre al ricollocamento abitativo delle persone residenti in quell’area.

Foto di Ettore Ferrari / Ansa

“Sono straordinariamente soddisfatta e contenta, ringrazio il Ministro per il Sud Mara Carfagna che con un lavoro straordinario ha sorbito il contenuto della mia proposta di legge sulla baraccopoli”, ha dichiarato l’on. Matilde Siracusano ai microfoni di StrettoWeb.“E’ una svolta storica per Messina che dopo un secolo di strazio vede la luce”, prosegue. “Si tratta di uno stanziamento considerevole ed inoltre il Governo ha trovato altre risorse. C’è anche un bando a cui ha partecipato anche il Comune di Messina per migliorare la qualità dell’abitare con l’utilizzo di altri fondi destinati all’opera di risanamento. L’aspetto più importante per uscire da questa barbarie riguarda il conferimento dei poteri speciali al Prefetto e consento di accelerare i tempi. I disagi del passato infatti sono dovuti non solo all’incapacità di spendere le risorse a disposizione ma anche dalla lungaggine della burocrazia e della complessità delle procedure”, conclude siracusano.

Le baraccopoli in questione non sono altro che una serie di insediamenti nati nel corso degli anni per ospitare gli sfollati del terremoto che colpì la città dello Stretto nel 1908, nelle quali ancora oggi vivono migliaia di persone, circa 8.000 secondo stime del Comune. “Serviva un atto di coraggiosa discontinuità normativa ed economica: sono orgogliosa di dire che il governo lo ha compiuto” ha dichiarato il ministro Carfagna, convinta in questo modo di risanare finalmente una ferita urbana 113 anni dopo la più devastante calamità naturale abbattutasi sull’Italia.

Il terremoto del 1908 – La storia

terremoto messina 1908Una scossa di terremoto durata ‘solo’ dai 37 ai 40 secondi, divisa in tre fasi distinte, e avvenuta alle 5:20 del mattino con una magnitudo di 7,1 della scala Richter (11° grado della scala Mercalli). E’ stato questo il terremoto dello Stretto di Messian del 1908, ma non solo questo, perché dopo pochi minuti si è verificato un maremoto le cui onde raggiunsero sulla costa calabrese un’altezza massima oscillante tra i 6 e gli 11 metri circa, in particolare nel tratto da Gallico Marina a Lazzaro, con un massimo all’incirca di 13 metri a Pellaro. I morti sono stati stimati tra gli ottantamila e i centomila. Messina, Reggio Calabria e altri centri piccoli e grandi tra le due sponde dello Stretto vennero pressoché distrutti, e si perse un ingente patrimonio architettonico e artistico.

Era il 28 dicembre 1908 quando la violentissima scossa di terremoto di magnitudo 7.1 attraversò lo Stretto di Messina. Le onde sismiche prodotte dal terremoto causarono immensi danni alle strutture e infrastrutture delle due città capoluogo più vicine all’epicentro. La scossa fu in grado di provocare un’immensa frana sottomarina che generò uno tsunami di grandi dimensioni, con onde alte più di dieci metri, sulle coste affacciate allo Stretto di Messina.

terremoto messina 1908Messina fu la città più danneggiata, con circa il 90% degli edifici completamente distrutti e gravi perdite in termini di vite umane. Su 140.000 abitanti ne morirono 80.000. Reggio Calabria fu seconda città a pagare il prezzo più alto, con danni ingentissimi e la morte di 15.000 persone su una popolazione totale di 45.000 abitanti. Altre 25.000 vittime circa si riscontrarono in molti comuni vicini all’epicentro, sia in Sicilia che nella Calabria meridionale.

Si tratta, ancora oggi, della catastrofe naturale più devastante d’Europa, soprattutto in termini di vittime.