Coronavirus, Costa: “Il mese di giugno sarà decisivo, si potranno liberalizzare i vaccini”

Coronavirus, il sottosegretario Costa: "Giugno sarà decisivo, arriveranno venti milioni di dosi, potremo arrivare anche a 700mila dosi al giorno"

Andrea Costa è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format I Lunatici, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei e dalla mezzanotte e quaranta alle due circa anche su Rai2.
Il sottosegretario alla salute ha fatto il punto della situazione sulla pandemia: “La speranza è quella di riuscire a dare un contributo per uscire da questa pandemia. Ora siamo all’interno di un percorso di un ritorno graduale alla normalità. I dati della pandemia sono in discesa, ogni giorno fortunatamente aumentano sensibilmente i nostri concittadini vaccinati. Con l’ultimo decreto siamo usciti dall’incertezza, per guardare al futuro con più fiducia e più ottimismo. Dobbiamo proseguire con prudenza e responsabilità, ma siamo estremamente fiduciosi“.
Sulla campagna vaccinale, Costa ha dichiarato: “C’è stato un cambio di passo. Quando siamo arrivati al Governo eravamo a 60.000 dosi al giorno. Ora siamo a 500.000. E sono convinto che questo numero continuerà a crescere. Il mese di giugno sarà decisivo, arriveranno venti milioni di dosi, potremo arrivare anche alle 700.000 dosi al giorno. L’obiettivo primario era mettere in sicurezza anziani e fragili, ora l’obiettivo è quasi raggiunto. Liberalizzare i vaccini dalla metà di giugno la ritengo una prospettiva credibile. Il mese di agosto sarà il mese in cui potremmo iniziare a pensare di togliere le mascherine all’aperto. Paragoni con l’anno scorso? L’esperienza della passata estate ci insegna che occorre usare prudenza e gradualità. L’elemento di grande differenza è che abbiamo il vaccino, oltre 32 milioni di dosi vaccinate, oltre 11 milioni di italiani che hanno completate il ciclo vaccinale. La convinzione è che dobbiamo fare dei passi in avanti, non possiamo più tornare indietro“.
Per quanto riguarda il green pass, “il passaporto sanitario nacque quando nel nostro Paese eravamo davanti a regioni con colori diverse. Ci permette un monitoraggio, un controllo, agli accessi agli eventi. Può essere uno strumento di garanzia per tutti. Chi ha avuto il covid, chi ha avuto il vaccino, e chi fa il tampone ed è negativo, può avere il green pass. Almeno fino a quando non avremo messo tutti i cittadini in condizione di vaccinarsi, dobbiamo predisporre la gratuità del tampone. Altrimenti mancherebbe equità. Ho parlato della mia proposta legata al tampone gratuito anche col Ministro ed ho trovato disponibilità. E’ un’ingiustizia dover far pagare il tampone a chi non ha ancora avuto la possibilità di vaccinarsi. Si tratta di stabilire un criterio di equità sociale. E’ un elemento che deve essere previsto almeno fino a quando non avremo messo nelle condizioni tutti i cittadini di potersi vaccinare. Poi è chiaro che se uno rifiuta il vaccino, si deve pagare il tampone“.
Per quanto riguarda le scuole, “pensare di procedere alla vaccinazione delle scuole sarebbe una operazione di buon senso. Sarebbe una iniziativa fattibile dal punto di vista logistico e della tempistica. Aspettiamo che arrivi la certificazione da parte di Ema per il vaccino ai ragazzi tra i 12 e i 15 anni“.
Sulla possibilità di fare i vaccini in vacanza: “Questo è un tema attuale, ho sempre detto che tutto quello che può servire la vaccinazione ben venga. Ci deve essere un accordo tra le regioni. Già il fatto che parliamo di vacanze, e di secondi dosi in vacanza, sono sinonimo di un buon momento“.
Su eventuali nuove ondate:Il senso di responsabilità che hanno dimostrato i cittadini deve continuare e dobbiamo essergli grati. Ad oggi gli studi ci dicono che i vaccini reagiscono anche davanti alle varianti anche se ad oggi è impossibile prevedere ulteriori varianti sconosciute. E’ chiaro che c’è il tema, e qui bisogna essere chiari, di mettere in sicurezza il nostro Paese, l’Unione Europea, ma tutto il Pianeta. Nel mondo di oggi gli spostamenti sono molto facili, guai se pensassimo che una volta difeso il nostro fortino abbiamo risolto il problema. Dobbiamo aiutare anche quei paesi che oggi non si possono permettere la vaccinazione“.
Infine, per quanto concerne discoteche e stadi: “Quello delle discoteche è un tema che merita una risposta, rappresenta un comparto importante, che crea occupazione. Ci stiamo lavorando, dobbiamo individuare dei protocolli che garantiscano la sicurezza. E quando parliamo di discoteca non possiamo fare l’errore dell’anno scorso, pensare a distanziamenti e cose simili. Confido che arrivi a breve una risposta a questo settore. Sugli stadi: nella gara inaugurale degli europei garantiremo l’ingresso di 18.000 spettatori. Io credo che possiamo tranquillamente pensare che la prossima stagione calcistica inizierà con il pubblico in presenza. Dal 25 percento in su. Con criteri tipo il green pass”.