Covid, giro di vite in Sardegna: tamponi per chi arriva e stop alle seconde case fino al 28 maggio

E' limitato l'accesso nelle seconde case della Sardegna per chi proviene da fuori regione: ci si dovrà sottoporre a tampone o provare di essere guariti dal Covid o vaccinati

Prosegue in Sardegna l’obbligo di sottoporsi a tampone rapido all’arrivo nei porti e negli aeroporti, per chi non possiede un certificato di negatività o vaccinazione. E’ quanto deciso dal presidente della regione, Christian Solinas, con un’ordinanza con cui proroga le misure disposte lo scorso 5 marzo, già prorogate il 24 marzo, il 6 e il 30 aprile successivi. Tutti coloro che vogliono arrivare in Sardegna dovranno registrarsi nel sito “Sardegna Sicura” prima della partenza. Una volta arrivati, se privi di documentazione anti Covid, potranno scegliere se sottoporsi a tampone rapido gratuito negli scali, farlo a proprie spese entro le successive 48 ore oppure isolarsi in quarantena per 10 giorni.

Ad ogni modo è limitato l’accesso nelle seconde case della Sardegna per chi proviene da fuori regione. L’ingresso nell’isola per raggiungere le case per le vacanze sarà consentito, fino al 28 maggio, solo per ragioni di salute, lavoro o necessità inderogabili. I controlli agli ingressi sono stati intensificati grazie allo schieramento degli uomini del corpo forestale, e i passeggeri che lasciano porti e aeroporti senza fare il test rapido vengono tracciati e controllati nelle ore successive per verificare che si sottopongano alle misure di sicurezza anti covid previste dall’ordinanza.