Denise Pipitone, verità sempre più vicina: “è stata presa da una mano vigliacca”, l’alibi di Anna Corona potrebbe cadere

Chi ha firmato al posto di Anna Corona sul registro dell'albergo nel quale lavorava? E cosa c'entra tutto questo con Denise? Domande che aspettano risposte da 17 anni

Sul caso di Denise Pipitone si sta ricominciando da capo. Si tratta senza dubbio del mondo più giusto per provare a fare luce su un terribile rapimento avvenuto 17 anni fa. Della piccola scomparsa in pieno giorno da Mazara del Vallo non si è saputo più nulla. Come è possibile? Quali errori vennero fatti? Ci sono stati dei depistaggi? Da settimane ormai si tenta di rispondere a queste domande, le cui risposte potrebbero portare alla verità. Una verità che è sempre più vicina.

L’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia di Denise,  ha affidato una perizia grafologica alla consulente Sara Cordella di Venezia, grafologa forense, per accertare la paternità della firma sul registro delle presenze nel posto di lavoro di Anna Corona. La donna, iscritta nei giorni scorsi nel registro degli indagati dalla Procura di Marsala insieme a Giuseppe Della Chiave, è l’ex moglie di Piero Pulizzi, il papà naturale di Denise e attuale marito di Piera Maggio, la mamma della bimba. L’alibi di Anna Corona è collegato al suo lavoro in albero: ha sostenuto da sempre che al momento del sequestro di Denise era al lavoro, ma dagli accertamenti emerse che in realtà si sarebbe allontana dall’albergo di cui era dipendente. Il particolare, però, non venne mai indagato a fondo, nonostante se ne sia parlato anche in tribunale durante il processo alla figlia Jessica Pulizzi, incredibilmente assolta dall’accusa di sequestro di persona, nonostante i diversi elementi contro di lei.

Foto Ansa

Ora però c’è un nuovo particolare: una collega di lavoro, Francesca Adamo, ha confermato di avere firmato lei il registro presenze, il cui orario d’uscita segnava le 15:30. Nel corso di un’intervista al programma di Rai Uno “La Vita in diretta” la donna ha aggiunto che intorno all’ora di pranzo Anna Corona sarebbe stata raggiunta sul luogo di lavoro dalle due figlie. Se la perizia grafologica dovesse confermare le dichiarazioni della Adamo, cadrebbe uno degli alibi di Anna Corona che anche di recente ha ribadito la sua estraneità alla vicenda sostenendo di essere sottoposta insieme alle sue figlie a un “processo mediatico” e aggiungendo di “non avere nulla da nascondere”.

Morani-Miceli (Pd), serve Commissione di inchiesta

Istituire una commissione parlamentare di inchiesta sulla sparizione della piccola Denise Pipitone e per “esaminare la compiutezza e l’efficacia dell’attivita’ investigativa, anche valutando se vi siano state eventuali inadempienze o ritardi nella direzione e nello svolgimento” delle indagini. E’ quanto chiedono Alessia Morani e Carmelo Miceli, deputati del Pd che hanno predisposto una proposta di legge, presentata oggi in conferenza stampa alla Camera, presente la madre di Denise, Piera Maggio.

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Nella proposta i due parlamentari sottolineano che la scomparsa di Denise dalla sua abitazione di Mazara del Vallo il primo settembre 2004 “appare ancora oggi avvolta da troppi misteri, segnata da gravi incongruenze, lambita da evidenze che portano a sospettare dell’esistenza di piu’ di un depistaggio, di inquinamento di prove, di false testimonianze”. Morani e Miceli rilevano che “negli anni sono state innumerevoli le segnalazioni della presenza in vita di Denise Pipitone, purtroppo sempre rivelatesi false“, fino all’ultimo episodio della ragazza russa, Olesya Rostova, che presentava notevoli somiglianze con la madre di Denise. In seguito “per la prima volta, il pubblico ministero titolare delle indagini fino al 2005, la dottoressa Maria Angioni, ha rilasciato dichiarazioni importanti in merito alle modalita’ con cui sarebbero state condotte le indagini” che “risulterebbero supportate anche dall’allora Procuratore capo di Marsala, dottor Alberto Di Pisa” e che adombrano l’esistenza di “carenze nelle indagini e di ‘numerosi e costanti depistaggi’” con “un clima di sospetto e accusatorio che sarebbe stato provocato da alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine”. 

“Sono una mamma sofferente da 17 anni – ha detto Piera Maggio nel corso di una conferenza stampa della presentazione della proposta di legge – . Oggi posso dire che lo Stato finalmente c’è, chiediamo allo Stato di fare luce sulla vicenda. La mia bambina, ora diventata ‘la figlia d’Italia’, è stata strappata ai suoi genitori, alle sue abitudini, ai suoi affetti. Viviamo un calvario da 17 anni e ci troviamo ancora qui a lottare per lei – ha spiegato la donna -. Non si può fare del male a una bambina per ritorsioni personali: Denise non è scomparsa da sola, non si è volatilizzata né è stata rapita dagli alieni, ma è stata presa da una mano vigliacca che l’ha portata via dal nostro amore”.