Nuovo parossismo dell’Etna, “invisibile a causa del maltempo”: esplosioni ed emissione di cenere, la nube si disperde in direzione est-sudest

Etna in eruzione: l'INGV comunica che "dalle ore 12:30 circa si osserva emissione di cenere prodotta da attività esplosiva ai crateri sommitali"

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo, comunica che, nonostante la presenza di copertura nuvolosa nella zona sommitale dell’Etna, “si osserva emissione di cenere prodotta da attività esplosiva“. “Dalle ore 09:40 circa si osserva un graduale incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico i cui valori hanno raggiunto livelli alti alle ore 12.50 circa. Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico è localizzato nell’area del Cratere di Sud Est ad una elevazione di circa 3000 m s.l.m.. Dalle ore 12:35 circa si osserva un incremento nella frequenza di accadimento e nell’ampiezza degli eventi infrasonici che risultano localizzati al Cratere di Sud Est. L’analisi dei dati delle deformazioni del suolo evidenzia l’inizio di debolissime oscillazioni ad alcune stazioni clinometriche a partire dalle 12.30 circa. Non si riscontrano variazioni di rilievo sui segnali delle stazioni GNSS“.
L’INGV segnala che la cenere emessa dal vulcano “è prodotta da una forte attività esplosiva in corso al Cratere di Sud-Est. Le cattive condizioni di visibilità non consentono di osservare le esplosioni, mentre si osserva il materiale caldo prodotto che ricopre abbondantemente i fianchi del cono. In base al modello previsionale la nube eruttiva prodotta dall’attività in corso si disperde in direzione ESE. Dalle immagini acquisite tramite la telecamera termica di Nicolosi si intravede un’anomalia termica in prossimità della base del Cratere di Sud-Est, probabilmente dovuta alla presenza di una colata lavica“.
L’Istituto ha emesso un avviso per l’aviazione (Vona) di colore rosso, il massimo livello di allerta, ma l’attuale fase eruttiva non impatta, al momento, con l’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.

etna oggiDopo i quattro parossismi del 19, 21, 22 e 24 maggio, sembrava come l’Etna avesse notevoli difficoltà a far partire il quinto. Al tramonto del 25 maggio, l’attività è partita forte e gloriosa, ma man mano ha perso energia, sembrava tentare di tenersi in vita, ma in tarda serata era evidente che tutto era finito … o così sembrava. Molti avevano l’impressione che questo non era stato ciò che sarebbe dovuto essere.
E infatti, in mezzo alla notte, verso le ore 03:00, era già di nuovo in corso una intensa attività stromboliana, che in qualche momento accennava di diventare fontana di lava … e poi, di nuovo i segni di fatica; all’alba era stato abbandonato anche questo “tentativo” di parossismo“: a ricostruire gli eventi degli ultimi giorni è Boris Behncke, vulcanologo INGV.
Di nuovo, prosegue l’esperto, “alle 09:40 del 26 maggio, emissioni di cenere annunciavano l’inizio di un ulteriore “tentativo”, che si è sviluppato attraverso forti e rumorosissime esplosioni stromboliane, a momenti di piccole fontane di lava … per lasciar perdere un’altra volta. Però dopo poco hanno ripreso le esplosioni stromboliane, producendo boati che si sentivano in tutta l’area etnea, e queste sono andate avanti per un paio di ore, creando l’impressione che qualcosa stesse andando per una strada decisamente diversa da quella dei giorni precedenti.
Ma alla fine, le cose sono tornate, in un senso, in regola: verso le 12:45 è finalmente partito il “vero” parossismo, con fontane di lava e una nube eruttiva che ha raggiunto circa 7 km di altezza sopra il livello del mare. Mentre le tre fasi precedenti avevano solo emesso piccolissimi volumi di lava (sempre verso sud-ovest), questa volta la colata è stata un po’ più voluminosa, ma sempre molto limitata in confronto alle colate di lava dei parossismi di febbraio-aprile 2021.
24 ore dopo, all’ora di pranzo del 27 maggio 2021 è iniziato un nuovo episodio parossistico, purtroppo praticamente invisibile a causa del cattivo tempo“.